BREZZE COSTANTI D’ESTATE

La stagione estiva è caratterizzata dall’influsso dell’Anticlone delle Azzorre, ma anche da un’area di bassa pressione che si espande sul Mediterraneo centro-occidentale. Questi due elementi determinano insieme il regime prevalente dei venti  che soffiano su tutto il bacino.

Col primo del mese di giugno ha inizio, nell’emisfero boreale, l’estate; questa durerà fino al termine del mese di settembre. E’ la stagione più lunga e con le maggiori condizioni di luce solare. Anche se nel bacino del Mediterraneo scendendo in latitudine le durate dei crepuscoli tendono ridursi.

Durante il mese di giugno il campo della pressione in superficie inizia gradualmente a espandersi e la cellula permanente dell’anticiclone delle isole Azzorre aumenta di ampiezza, estendendosi sia in latitudine che in longitudine. Dal punto di vista climatico questo comporta una crescente stabilizzazione delle masse d’aria e una tendenza alla riduzione del sistema dei venti che predominano nel Mediterraneo. 

Anche se la configurazione meteorologica di più diretto interesse per la parte centro occidentale del bacino è, appunto, l’anticiclone delle Azzorre, non si deve perdere d’occhio la crescente presenza nella sua parte centro orientale, di un’area di bassa pressione. Questa configurazione predominerà per tutta l’estate nella regione interessata e determinerà il regime prevalente dei venti Si tratta,infatti, di un’estensione della vasta area di bassa pressione che d’estate si instaura sul continente asiatico, dove d’inverno troviamo un’area di alta pressione.

Questa inversione nella configurazione del campo barico in superficie è dovuta proprio all’azione della vasta area continentale e fa sì che le due strutture (alta pressione d’inverno e bassa pressione d’estate) vengano chiamate “semi-permanenti”, distinguendole, per esempio, dall’anticiclone delle Azzorre e dalla bassa pressione centrata sull’Islanda, create dalla più ampia azione della circolazione generale dell’atmosfera e, pertanto, permanenti in queste aree durante tutto l’anno. Negli anticicloni il regime medio dei venti è, a parità di gradiente barico, meno intenso che nelle basse pressioni, quindi l’intensità media e la frequenza del verificarsi delle circolazioni tipiche del bacino viene a diminuire.

D’estate, l’entrata dal Mediterraneo occidentale dell’anticiclone delle Azzorre riduce la circolazione dei venti, ma – come anticipato – la saccatura protesa dalla bassa pressione asiatica lungo il Mediterraneo orientale, unita all’azione dei rilievi, trasforma l’invernale Bora in un vento prettamente estivo chiamato “Etesian”, tipico del luogo. Pertanto, sul Mediterraneo centro occidentale prevale una debole circolazione da Ovest- Nord Ovest, mentre nella parte orientale del bacino in causa i flussi d’aria in superficie risultano più sostenuti, con una prevalenza dei venti da Nord Est ed Est.

Inoltre, lungo le coste mediterranee e in particolare, italiane, inizia a farsi strada il regime delle brezze di mare e di terra, che apporta notevole beneficio termico fino nell’entroterra e – nel caso delle brezze di mare – arricchisce l’aria di sali marini. In Italia, questa circolazione è quella più importante durante l’estate. E’ qui il caso di ricordare che la direzione e l’intensità delle brezze si somma, spesso, con le caratteristiche (direzione – intensità) del cosiddetto “sinottico”, ovvero il vento dovuto alla situazione meteorologica generale in superficie.

Specialmente nel caso della brezza di mare, la somma dell’intensità dei due venti (di brezza e sinottico) si può realizzare durante il corso di tutta la giornata,in quanto la direzione del vento di brezza segue il percorso del Sole e, quindi,una di queste direzioni assunte dalla brezza nel corso delle ore potrebbe coincidere con quello del vento sinottico, producendo un’intensa circolazione del mare verso terra.

L’intensità delle brezze dipende maggiormente dai valori che la temperatura dell’aria raggiungerà durante il periodo estivo. Dal punto di vista dell’azione climatica esercitata sulla Terra dai fattori astronomici, possiamo dire che l’attuale distanza del pianeta Sole (in un’orbita di eccentricità variabile), attualmente favorisce estati calde.

Sotto l’azione della radiazione solare, la crescente temperatura dell’acqua marina e il correlato aumento dell’evaporazione può innescare fenomeni d’instabilità nei flussi d’aria calda provenienti dal Sahara, con gli associati venti di Scirocco. Questa fenomenologia, denominata “Temporali da Scirocco” è tipica dell’estate mediterranea, durante la quale nei flussi d’aria calda provenienti dal Nord Africa possono instaurarsi fenomeni d’instabilità anche intensi. Questi flussi possono arrivare a interessare la Sardegna, la Sicilia e il medio Tirreno con temporali a volte intensi.

 

Tratto da Bolina scritto da Gian Carlo Ruggeri - meteorologo