L'OSTRO, VENTO CALDO DA SUD

 

 

In italiano nessun vento ha tanti nomi come quello che viene da Sud. Ostro " i marinari dicono", ma poi a seconda delle zone lo si chiama anche Austro, Noto o Mezzogiorno. Nomi d'origine latina e greca, riconducibili come spesso accade alla geografia o al mito, quello di Noto, figlio di Astreo ed Eos. Assieme ai più conosciuti fratelli Euro, Zefiro e Borea, ha per padre un Titano il cui nome significa "stellato", mentre la madre è niente meno che l'aurora.

Sono questi i quattro venti principali, si per la meteorologia che per la mitologia, quelli che compongono la prima rosa dei venti, nell'esperienza individuale e in quella collettiva, costruitasi navigando il Mediterraneo.

Si legge infatti nell'Odissea, capostipite di tutti i libri di viaggio sul mare, che Posidone lo Scuotiterra per ricacciare Odisseo a "fondo nella sventura" scatenò una violentissima tempesta per mezzo dei suoi quattro sodali aerei: "spinse insieme le nuvole, agitò il mare, levando con le mani il tridente: aizzò i turbini d'ogni sorta di venti, con le nubi ravvolse e terra e mare. Dal cielo era sorta la notte. Euro, Noto, Zefiro violento, Borea nato dall'etere s'avventarono insieme, voltolando gran flutto".

Ed è proprio in questi versi, narrando l'ennesima peripezia nautica di Odisseo, che viene per la prima volta ordinata per iscritto la rosa dei venti. Quadripetala, essenziale e comunque funzionale a orientare nella notte dei tempi l'eroe, come oggi il marinaio alle prima esperienze.

Per i greci il Noto era caldo, carico d'umidità e portava pioggia. Non a caso il suo nome deriverebbe proprio dalla parola greca notis che significa umidità. Nella più antica,grandiosa, rosa dei venti architettonica del passato, la Torre dei Venti di Atene, risalente al I secolo a.C., un vero e proprio tempio ottagonale dedicato a queste divine meteore, i più illustri figli di Eolo sono raffigurati come dei in forma alata. Riconducibile probabilmente alla sua natura di vento foriero di piogge, Noto è rappresentato con in mano un vaso capovolto.

Riprendendo la rotta italica, i tanti nomi che ha oggi questo vento sono forse legati ai suoi caratteri relativamente deboli, alla sua secondaria posizione sia nell'ordine dei venti dominanti che in quella dei regnanti sulla Penisola. Ossia non domina, quindi non supera regolarmente per intensità. gli altri venti della rosa, nè tanto meno regna, insomma non è molto frequente, almeno statisticamente.

Infatti, anche sfogliando velocemente le carte dei venti mediterranei, si vede come la freccia d'Ostro sia quasi ovunque la più corta e la meno piumata, a indicare in maniera inequivocabile la sua minore importanza nelle vicissitudine eoliche del Mare Nostrum.

Ciò non significa che, magari improvvisamente, questo vento non posso scatenarsi, come scritto nell'Odissea: " Un vento furioso, o Noto o Zefiro violento, che maggiormente una nave distruggono, pur non volendo gli dei sovrani".

L'Ostro è poi capace di alzare pericolose mareggiate sulle coste meridionali di Sardegna e Sicilia o su quelle ioniche calabresi, confermando come ogni luogo del Mediterraneo richieda un'attenzione e una conoscenza minuziosa dei caratteri marini,aerei e terrestri. Perchè se proprio si è presi, come ricorda Esiodo, dal "desiderio di perigliosa navigazione, bada!", oggi come un tempo, per diletto o per lavoro, è necessario affinare naso, orecchio, occhio e anche tatto agli umori dei venti.

 

 

Articolo scritto da Fabio Fiori e tratto dalla rivista “Bolina”.