RITI  SCARAMANTICI ANTICHI E MODERNI

 

IL VARO:  oggi quando si vara un’imbarcazione ci si limita a versare dello champagne sul ponte. Più raramente si lancia contro lo scafo l’intera bottiglia del prezioso vino: se questa si rompe è di buona sorte, altrimenti…sono dolori!

Nell’antichità non era così semplice. In Grecia era in uso compiere anche sacrifici umani per assicurarsi il favore degli Dei. Così per esempio fece Agamennone, re di Argo, immolando sua figlia Ifigenia per ottenere venti freschi per le navi che dovevano lasciare Troia.

Anche versare del vino sul ponte prima di uno scontro in battaglia era di buon auspicio, così come bagnare la chiglia della nave col sangue di qualche sventurato schiavo prima del varo.

Schiavi disgraziati anche quelli dei vichinghi il cui sangue, versato sul ponte, serviva a benedire le imbarcazioni prima di intraprendere un viaggio.

A titolo scaramantico inoltre si usava fissare un ferro di cavallo all’albero maestro per allontanare le tempeste, incastrare un pezzo di legno rubato sulla chiglia per far navigare la nave più velocemente, riporre una moneta tra l’albero e la sua scassa per portare venti favorevoli e dipingere occhi sul mascone delle barche per navigare in sicurezza in tutte le condizioni.

Era invece poco propizio solcare le acque in zone in cui c’era stato un naufragio.

 

IL NOME DELLA BARCA SI CAMBIA IL 15 AGOSTO:  cambiare nome a una barca o battezzarla con un nome che finisce con la lettera “a” in passato è stata sempre un’eresia. Se alla seconda opzione nel corso dei secoli è stato posto rimedio, dimenticandola, la prima, soprattutto in Italia è ancora fonte di numerosi scrupoli.

Senza uscire dalle maglie della superstizione, i francesi hanno risolto il problema istituendo un giorno, il 15 agosto, in cui è possibile cambiare nome senza essere perseguitati dalla iella. E’ necessario però seguire uno specifico rituale: procedendo di bolina la barca deve compiere sei brevi virate e poi scendere in poppa piena tagliando in questo modo la sua stessa scia. In questo modo, secondo alcuni, si disegnerebbe un serpente che si morde la coda scongiurando il pericolo della mala sorte. Solo a quel punto la barca sarà pronta a un nuovo nome.