FIABE, LEGGENDE E MITI SUL MARE

   Le tradizioni orali sul mare sono piene di creature meravigliose, a volte terribili, a volte benevole con gli uomini. Le sirene, ad esempio, sopravvissute nei secoli dalla mitologia greca, sono belle a vedersi, ma estremamente pericolose. Anche il tritone è spesso presente nella tradizione fiabesca e leggendaria. Questi esseri fantastici a volte sono associati con mari ed oceani, a volte con laghi e fiumi. Una delle più note leggende sull'argomento racconta della moglie umana di un tritone, che aveva formato una famiglia nel fondo del mare; ma un giorno la donna viene irresistibilmente richiamata a terra dal suono delle campane della chiesa e, dal momento in cui viene soggiogata dalla magia delle campane, ella è perduta per sempre per il marito tritone che tornerà da solo con i bambini negli abissi. Così finisce la fiaba "Il tritone abbandonato" come la tramanda Matthew Arnold. Infatti nella tradizione mitologica il tritone non appare mai compagno della sirena, come sembrerebbe naturale: dal punto di vista sentimentale, la fantasia popolare gli attribuisce una forte predilezione per le creature terrestri. L'essere fantastico è quindi sempre impegnato ad attirare le fanciulle nelle fredde spelonche sottomarine, per poi sposarle e tenerle legate a sé. Anche nella tradizione popolare più tipicamente italiana vi sono strane figure mitiche che spesso sono responsabili dei venti, delle onde e dei pericoli per i pescatori. Una famosa nel Veneto, è il "Gato Marin" che spesso si muta in un polipo orrendo. Ma nelle fiabe e nelle leggende l'astuzia dell'uomo riesce sempre a farsi beffe della sua malvagità: infatti finisce per dare ai marinai pesci d'oro in cambio di farina, olio o biscotti. Così pure "l'Orso Marin"  sta sempre in agguato per afferrare quelle persone che si sporgono troppo sul mare. Ma anche qui l'uomo può difendersi: basta mettergli in bocca un pezzo di legno. Il "Serpente Marin"è invece il responsabile dei movimenti anomali delle barche, soprattutto quando, a dispetto del timoniere, si stringono l'una addosso all'altra. Tutte queste figure sono certamente connesse alla mitologia classica, in un gioco di appropriazioni e rielaborazioni popolari nel tempo. Così pure è difficile negare le radici millenarie in certe leggende che riguardano invece i santi cristiani. Generalmente, nel mito, i santi cui è tributata la devozione dei pescatori sono venuti dal mare a salvare la città o la ciurma dal pericolo. A Pirano, nella penisola istriana, si racconta ancora la leggenda di S. Giorgio: durante una notte estiva, mentre un uragano sembrava volesse distruggere la città, un pescatore invocò S. Giorgio, che subito apparve dal mare, vestito di una magnifica armatura. Il Santo volle assicurare il marinaio, il quale, tranquillo, andò a dormire. Il mattino seguente, svegliandosi, vide il mare calmo e il sole risplendere sulla città. Si precipitò allora dal Podestà per raccontare del miracolo, ma questi non volle credergli e per la sua mancanza di fede rimase accecato all'istante. Al Duomo, dove una moltitudine di fedeli era riunita, fu creduto, e da allora si celebra una processione che ricorda l'evento leggendario.