I PELLICANI: UCCELLI PESCATORI

 

   

 

 Facilmente riconoscibili per le notevoli dimensioni, le corte zampe ed il lungo becco che termina, al disotto della mandibola inferiore, con il caratteristico sacco dilatabile, i componenti della famiglia dei Pelecanidi sono tipici delle regioni tropicali e temperate.

Poiché le sette specie caratteristiche della famiglia si assomigliano moltissimo sia strutturalmente che per il modo di vita, parleremo per tutti del più diffuso geograficamente e cioè del pellicano comune (Pelecanus onocrotalus).

Questo uccello caratterizzato da una livrea bianca talvolta tendente al rosa, è un possente volatore così come un fortissimo nuotatore; si dedica incessantemente alla pesca ed immagazzina nella particolare tasca elastica pesci, grandi e piccoli, catturati in volo ghermendoli dall'alto o spingendoli, spesso con la collaborazione di altri individui, verso il fondo di una insenatura,

Il pellicano comune, infatti, non si tuffa abitualmente né nuota sott'acqua per inseguire le sue prede. Valente tuffatore è invece il pellicano bruno (Pelecanus occidentalis) che con acrobazie spettacolari si lancia in picchiata sull'acqua, richiudendo, nel breve spazio della caduta, le gigantesche ali che possono raggiungere i due metri di apertura ed assumendo così in pochi istanti quella perfetta forma idrodinamica che gli consente di catturare grandi quantità di acciughe, suo cibo preferito.

Ma torniamo al nostro pellicano comune, il quale, nel periodo della riproduzione si riunisce in colonie di incredibile densità in zone paludose dove costruisce il proprio nido in folti canneti. I nidi costruiti con detriti vegetali hanno una forma particolarmente schiacciata e sono posti a pochissima distanza l'uno dall'altro. Le uova deposte variano da due a cinque ed i piccoli nati, dopo una incubazione di circa trenta giorni, sono oltre che implumi particolarmente sgraziati.

Anche in questo periodo, gli adulti fanno di continuo ritorno al mare per procurare il cibo necessario per sé e per gli insaziabili figli. I pesci in precedenza inghiottiti e parzialmente digeriti sono rigurgitati nella sacca e porti quindi ai piccoli. Questa particolare dedizione verso la prole, unita al fatto che alcune macchie rosse simili a ferite si evidenziano sul gozzo e sulla sacca durante il periodo della riproduzione, hanno fatto sì che il pellicano divenisse in molte tradizioni religiose e popolari il simbolo dell'amore materno esaltato dal sacrificio della madre che non esita a dilaniarsi, offrendo il proprio corpo come nutrimento per i piccoli affamati.

La loro relativa familiarità con l'uomo fa sì che essi vivano anche in condizioni di incredibile densità, vicino ad agglomerati umani o in porti, dove spesso gli stessi marinai gettano loro gli scarti della pesca; ha permesso inoltre un'attenta osservazione delle loro caratteristiche e delle loro abitudini contribuendo così al nascere di questa come di altre leggende.

Questa specie, la cui ampia diffusione va dall'Europa all'Africa, può raggiungere durante le migrazioni, agli inizi della stagione fredda,l'Asia orientale e sud-orientale.