LE SIMBIOSI

Con il termine simbiosi (dalle parole greche bios e sin = vita insieme) s’intende l’associazione più o meno intima e permanente di due organismi di specie diverse. Da questa “vita in comune” i due organismi possono trarre mutui vantaggi e si parla allora di mutualismo o simbiosi mutualistica, oppure uno solo dei due simbionti ne trae beneficio, danneggiando l’altro e si ha allora una simbiosi antagonistica, meglio nota come parassitismo. Dal mutualismo al parassitismo si ha tutta una gamma di situazioni intermedie di cui spesso è difficile poter stabilire chi trae vantaggio e chi danno.

E’ proprio nell’ambiente marino che si ha il più classico caso di simbiosi mutualistica e cioè l’associazione tra il paguro Bernardo e l’attinia..

Il paguro dispone sopra la conchiglia di gasteropode, in cui ha introdotto il molle addome, una o più attinie; queste, munite di velenose cellule urticanti (cnidoblasti), difendono il paguro da eventuali predatori e a loro volta spostandosi con il crostaceo hanno maggiore possibilità di trovare cibo senza contare che possono usufruire dei resti del pasto del loro ospite.

Numerosi sono poi i pesci che vivono in simbiosi coi Celenterati: è infatti facile vedere, fluttuanti nel mare, delle meduse sotto le cui “ombrella” albergano quasi costantemente piccoli pesci del genere Trachurus. Pare che questi, insensibili ai cnidoblasti della medusa, godano della sua protezione, ma non è ben chiaro qual è il vantaggio che la medusa tragga dal suo protetto.

Persino tra i tentacoli della temibile caravella portoghese (Physalia physalis) vive un piccolo compagno: il Nomeus gronovi il cui coloro argenteo a fasce trasversali li rende facilmente confondibili coi tentacoli del sifonoforo. Spettacolo comune nella barriera madreporica offrono i variopinti Amphiprion che guizzano tranquillamente tra i tentacoli delle immense Stoichactis.

Un tipo particolare di simbiosi è rappresentato dall’inquilinismo che si ha quando alcuni animali scelgono come proprio domicilio la cavità del corpo di altri animali. Fierasfer, pesciolino che vive entro la cloaca dei cetrioli di mare o Oloturie, dei Pinnotheridi, piccoli granchi che troviamo costantemente tra le valve di Pinna nobilis o di Phronima, un crostaceo anfipode che, novello Diogene, si fa trasportare dalle onde entro quelle specie di barilotti trasparenti che sono i Tunicati del genere Doliolum.

Fino a che punto la “casa” gradisca l’inquilino non si sa, però è certo che l’oloturia appena può espelle l’ultimo tratto dell’intestino con tutto l’abitante!

Anche la foresi (da foreo = trasporto) si può considerare una forma di simbiosi.

In questo caso la specie ospite utilizza l’altra specie come mezzo di trasporto: un notissimo esempio di foresi ci viene offerto dalle remore che per mezzo di una ventosa si attaccano su pesci nuotatori come i pesci spada, i pescecani e i tonni, lasciandosi trasportare per lunghi tragitti.

Pare però che le remore ricompensino i loto trasportatori ripulendoli da parassiti e detriti, pezzi di tessuti lesi che trovano sul loro corpo o addirittura nella loro cavità boccale, costituendo così un altro caso di simbiosi che viene indicata dagli autori anglosassoni con il termine di “cleaning symbiosis” ossia simbiosi di pulizia.

Bel 45 specie di pesci appartenenti alle famiglie dei Labridi, dei Chetodotidi e dei Gobidi e abitanti principalmente le acque tropicali e le formazioni coralline, si sono specializzate in queste attività di d enti aguzzi atti allo scopo, cercano di attirare con movimenti e atteggiamenti particolari i loro clienti che si fanno pregare per essere liberati da “pidocchi di mare”, vermi e parassiti vari o detriti che li possono danneggiare, così come nell’ambiente terrestre rinoceronti, bufali o elefanti sono ripuliti dalle bufaghe presenti costant4mente sul loro dorso.

Oltre i pesci, anche alcuni gamberetti appartenenti ai generi Periclimenes, Hippolysmata, Stenopus sono degli ottimi pulitori sia di pesci che di altri crostacei più grandi di loro. Rendendo questo servizio essi si procurano non solo il cibo ma anche una certa sinecura dall’attacco dei loro beneficiati: le simbiosi di pulizia costituiscono un vero esempio di mutualismo che ricopre un importante ruolo ecologico nel particolare ambiente in cui si attua.