MALTEMPO: RIFUGIO IN PORTO UN DIRITTO

 

 

 

Quando arriva il maltempo il buon marinaio lo sa in anticipo ma, anche allo skipper più esperto può capitare di affrontare situazioni meteorologiche impreviste che lo colgono impreparato.

In questi casi navigando sottocosta è legittima la decisione di cercare un rifugio nel porto più vicino. Ma esiste in questi casi un obbligo di accoglienza da parte dell'approdo?

Diversi Comandi delle Capitanerie di porto interrogati sulla questione hanno ribadito che in caso di cattivo tempo se le unità in transito chiedono di entrare in porto hanno il diritto di vedere accolta la propria richiesta.

Questa è una regola generale improntata allo spirito marinaresco che vale in tutti i porti, sia quelli pubblici che quelli dati in concessione a società private, e va applicata in qualsiasi periodo dell'anno.

Anche per fare fronte a questa esigenza, pur non essendo espressamente specificato dalla legge, nei porti italiani è stabilito che il 10 per cento di tutti i posti barca, anche quelli dati in concessione, deve essere destinato alle unità in transito e il mancato rispetto di questa prescrizione va segnalato ai rispettivi comandi della Guardia Costiera.

Occorre però fare una precisazione. Ottenere accoglienza all'interno di un porto o di una marina in caso di maltempo, non significa automaticamente vedersi assegnare un posto barca. L'urgenza è di riparasi dal fortunale, quindi può essere esclusivamente offerta la possibilità di stazionare per le ore necessarie al passaggio della depressione a una qualsiasi banchina o l'ormeggio a un gavitello in una zona del porto ridossata.

 

 

 LA CIRCOLARE

 

 

In Italia il diritto all'ormeggio in transito è disciplinato dalla circolare n. 47 del 5/8/1996 della Direzione Generale Demanio Marittimo del Mininistero dei Trasporti e della Navigazione, la quale dispone che tutti gli approdi turistici costruiti e gestiti in regime di concessione demaniale devono riservare alle barche in transito almeno il 10 per cento dei posti barca a disposizione.

L'ormeggio, prosegue la norma, deve essere gratuito se utilizzato per un tempo inferiore alle dodici ore giornaliere nella fascia oraria che va dalle 8 alle 20 e per non più di tre ormeggi al mese. In ogni caso, per le soste prolungate, devono essere applicate specifiche tariffe agevolate.

La Circolare prevede l'obbligo all'Autorità Marittima (le Capitanerie) di vigilare sul rispetto delle disposizioni imposte e in caso di inosservanza la sanzione applicabile è piuttosto grave: il concessionario del marina può essere infatti passibile della decadenza della concessione. Purtroppo bisogna constatare che in molti porti questa norma ancora non viene rispettata.

 

 

 

 

 

 

Articolo tratto dalla rivista “Bolina ”.