BELMONTE CALABRO

Belmonte sorge su un alta rupe a m. 262 sul livello del mare, sulla costiera tirrenica della provincia di Cosenza. Il territorio è vario per­ché è formato da una fa­scia montana, da una fa­scia collinare e da una fa­scia costiera e degrada dol­cemente, con una infinità di scorci panoramici, dalle pendici del Monte Cocuz­zo (m.1541) al mare.
Gli abitanti, detti Belmontesi, sono circa 3.100, ma non sono accentrati nel capoluogo ma vivono, sparpagliati, nelle numerose frazioni: Vadi, Spineto, Parte, Salice, Palombelli, Annunziata, Petrone, Cava, Buda, Piane, S.. Barbara, Regastili, Campodimare, Poliano, Marina, Cuoco.
Il sottosuolo è ricco di minerali: fluoro, bario, manganese, mica, amian­to ed una particolare varie­tà di marmo verde utilizza­ta nel passato per la lavo­razione delle acquasantie­re delle chiese e per le cor­nici dilapidi sepolcrali. Ancor og­gi alcune vie interne del centro storico del paese so­no pavimentate con le sud­dette pietre marmoree di colore verde scuro.
Di antiche origini, Belmonte deve il suo nome al maresciallo Angioino Drogone di Beaumont che dirigeva verso il 1270, sotto il regno di Carlo I d’Angiò, la costruzione di nuove fortificazioni in Calabria, là dove erano più forti le resistenze dei partigiani della casa di Svevia.  Il castello di Belmonte fu costruito nel territorio di Amantea con il preciso scopo di tenere a bada la cittadina,che aveva parteggiato per Corradino di Svevia. Poi, attorno al castello, sorse l'abitato. Oggi, i resti del castello, alla sommità del paese, permettono una bellissima vista panoramica.

Con la proclamazione del Regno d’Italia, Belmonte assunse l’attributo di Calabro, per distinguersi dagli Comuni italiani omonimi.

Il centro storico di Belmonte Calabro conserva palazzi gentilizi di estrema bellezza che possono essere ammirati con una piacevole passeggiata tra i vicoli poco affollati del paesino.

Merita una particolare menzione l'obelisco dedicato a Michele Bianchi, sindacalista e segretario del partito nazionale fascista, sottosegretario e ministro, sepolto per sua volontà nel paese che gli diede i natali e che gli ha dedicato questo monumento, sul colle Bastia, dal quale si ammira uno splendido panorama. In Piazza Galeazzo di Tarsia merita una visita il Museo della civiltà contadina che conserva testimonianze dell'antico mondo agricolo con annessa biblioteca e un giardino-pinacoteca all'aperto.

Sul mare sorge Marina di Belmonte, località di bagni di fronte agli scogli d’Isca, due isolotti che spuntano dal mare a circa m.800 dalla costa. All’apparenza sembrano due anonimi scogli circondati da acque ancora straordinariamente limpide ma sotto la superficie si trova un piccolo “santuario” della natura marina che il WWF ha trasformato in una delle Oasi Blu protette e gestite dall’associazione.

Prelibatezza di Belmonte è il famosissimo "pomodoro di Belmonte", la cui varietà denominata "cuore di bue" per la sua forma, che, tagliato a fette, viene definito "la carne dei poveri"; e rappresenta un gioiello gastronomico di notevole valore.

Altra prelibatezza le famose "crocette" di fichi secchi.
La lavorazione dei fichi rappresenta da sempre il fiore all'occhiello nella cultura agricola dei belmontesi.