La Calabria

La Calabria è una regione quasi magica per le sue incomparabili bellezze, per le sue pianure da cui si alzano imponenti montagne, per il suo limpido mare i cui fondali custodiscono gelosamente il mistero di tanti relitti sommersi e di reperti archeologici non ancora venuti alla luce, per i suoi monumenti naturali, per la sua storia, per le sue tradizioni, per i suoi costumi. E’ una regione ad altissima vocazione turistica sia estiva sia invernale, e il turismo può costituire, con i dovuti accorgimenti, una delle risorse primarie per il suo sviluppo economico. Per formazione geologica, quello calabrese è uno dei territori più vecchi dell’intera penisola: i primi lembi della Calabria apparvero dalle acque durante l’Era Secondaria; si trattava delle cime più alte dei suoi rilievi appenninici. Dove è ora la Calabria, vi erano solo delle piccole isole, il resto tutto mare. Durante l’Era Terziaria queste piccole isole andarono gradatamente saldandosi tra di loro, ancorandosi al territorio lucano. Fu nell’Era Quaternaria che il lento movimento di emersione finì con il dare alla regione l’attuale aspetto fisico. L’antica presenza del mare è ancora oggi molto evidente: lungo il fianco delle montagne è possibile identificare i diversi livelli di abrasione marina e trovare abbondanti tracce di fossili marini. La presenza dell’uomo in Calabria risale a tempi lontanissimi, come dimostrano i reperti rinvenuti nella zona di Scalea a Torre Talao e a Papasidero, nella grotta del Romito, dove su una parete è stato trovato il famoso graffito bos primigenius dell’era paleolitica. Inciso con una nitidezza e perfezione d’esecuzione da lasciare allibiti; scoperto nel 1961 da Paolo Graziosi, risalente forse a poco oltre il 9000 a.C. è stato considerato dallo stesso Graziosi una delle più belle ed importanti manifestazioni di tutta l’arte preistorica italiana.

La Calabria per la sua posizione geografica nel centro del Mediterraneo aveva sin dall’inizio il destino di terra di transito e di incontro; in questa regione giunsero popolazioni da zone diverse, che di volta in volta si scontrarono, si sovrapposero e si fusero, lasciando segni indelebili della loro presenza, spesso avvolta nel mistero e nella leggenda. Miti e leggende rivivono continuamente nelle manifestazioni folcloristiche e nelle festività religiose cui la gente di Calabria è profondamente attaccata. E’ gente che si tramanda di generazione in generazione usi e costumi (le cui radici affondano in tempi remoti) riti ancestrali e mestieri antichissimi. Mestieri che richiedono genialità e creatività stupefacenti, come dimostrano i capolavori dei maestri artigiani la cui opera spazia dalla lavorazione dell’argilla alle sculture in legno, dai lavori all’uncinetto – in grado di ornare qualsiasi oggetto – alle decorazioni del vetro. Gli oggetti d’arte, frutto di tanta maestria, parlano a chi li osserva il linguaggio dei secoli ed abbelliscono le case di questa terra antica rendendole ancora più calde ed ospitali. L’ospitalità dei calabresi è come un marchio impresso nell’animo di ogni figlio di questa terra, sia se radicato nelle zone montane, dove predomina la cultura tipica dell’uomo forte dei monti, sia se cresciuto nelle aree costiere, lungo le incantevoli riviere, quasi sempre frastagliate nel versante tirrenico, dolci e distese nel versante jonico. In questa regione i sapori del mare e della montagna si uniscono meravigliosamente sulle tavole dei calabresi, creando una tradizione gastronomica unica nel suo genere. Sono sapori forti, sapori mediterranei, sapori che parlano di sole e di mare, di boschi e di uliveti. La cucina calabrese è semplice e fantasiosa al tempo stesso, genuina e salutare, frutto di una natura rigogliosa e del lavoro paziente di sapientissime mani. Ai piatti tipici calabresi si associano poi vini millenari come il Cirò, un tempo assai gradito agli ospiti della Magna Grecia, o il dolcissimo Zibibbo che la tradizione lo vuole accompagnato dai caratteristici biscotti alla mandorla detti mostaccioli. Mari e monti, arte e storia, folclore e gastronomia: il richiamo è irresistibile.