SCALEA

Nella zona dove oggi sorge Scalea è fiorita una civiltà antichissima. Materiali riferibili al Paleolitico sono stati ritrovati in una caverna nelle adiacenze della torre Talao.

Le notizie dell'età storica parlano di un'importante città forse di origine italica, forse greca, che sorgeva nella pianura del Lao, presso la sua foce. Questa città, Laos, se non fondata, fu certamente colonizzata da nuclei fuggiaschi della potente Sibari distrutta nel 510 a.C. Nel 389 a.C. nella piana di Lao si svolse una sanguinosa battaglia fra i Lucani (che avevano invaso la regione) e i Turii venuti per scacciare gli invasori. Fu il definitivo trionfo dei Lucani e la scomparsa di Laos di cui, da allora, si sono perse le tracce. Ai tempi di Roma nei pressi dell'antica Laos sorse Lavinium.

Quasi certamente l'attuale Scalea fu fondata da discendenti di Laos e Lavinium: fu bizantina, fu normanna, si ribellò agli Angiomi a favore degli Aragonesi. Fu feudo dei Sanseverino, dei Caracciolo e degli Spinelli fino al 1806.

 

DA VISITARE

La parrocchiale di S. Nicola in Platea (XIV): conserva resti della costruzione gotica e la cripta con volta a crociera e pavimento in maiolica policroma. Custodisce il mausoleo di Ademaro Romano e una pala dell'altare di Bernardo Azzolino.

La chiesa di S. Maria d'Episcopio: rifatta nel XVII secolo, che mostra nel presbiterio un'antica trifora dell'inconsueto intreccio di archi trilobati. Accanto alla chiesa sono i resti del presunto Palazzo episcopale, con loggetta cieca ad archi intrecciati.

La chiesa dello Spedale: composta da un'aula con abside a nicchie e da una sala adiacente.L'origine bizantina dell'edificio è confermata dagli interessanti affreschi che ornano le pareti e l'abside, tra i quali una ben conservata immagine di S. Nicola. Nella cilindrica torre Cimalonga, resto delle fortificazioni medioevali, è stato allestito un piccolo antiquarium con alcuni reperti dagli scavi di Laos e dal territorio limitrofo.

La torre Talao (XVI secolo): le antiche carte geografiche mostrano che il terreno su cui fu edificata nel 1500 la Torre Talao era un'isola. In seguito un fenomeno di insabbiamento l'ha trasformata in una penisola ed oggi è completamente all'asciutto. Nel 1535, per volere di CarloV, entrò a far parte, insieme all'isola di Dino e di Cirella, di un sistema difensivo di torri capaci di respingere l'assalto dei turchi. La Torre un tempo era la sede di un cenacolo culturale di grande importanza, un vero e proprio centro di studi pitagorici, attivo almeno fino agli venti. Animatore della scuola era Amedeo Rocco Armentano, nato a Scalea da genitori originari di Mormanno nel 1886, il quale ospitò nella Torre i migliori intellettuali pitagorici, che si davano appuntamento a Scalea per coltivare l'alchimia e la magia.

LA FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE

La gente di Scalea scelse la Madonna del Carmine quale propria protettrice e patrona il 7 marzo 1885 per essere stata liberata da una epidemia di colera nel 1854. I festeggiamenti solenni si svolgono il 15 e 16 luglio di ogni anno. La mattina del 16 luglio il Sindaco si reca in chiesa ed offre un cero votivo alla Madonna; accompagnato da un fascio di prodotti della terra, come spighe di grano e rami di ulivo, come buon auspicio di abbondanti raccolti. La statua della Madonna viene poi portata in processione attraverso il paese, accompagnata dalla devozione di tutti i fedeli. Una caratteristica della ricorrenza sono le "cinte" che alcune donne portano sul capo. La cinta è formata da un telaio in legno nel quale vengono inserite, lungo il suo perimetro, delle candele che poi vengono riccamente adornate e addobbate,offerte alla Madonna in dono per le grazie ricevute. Lo scenario folcloristico della festa è completato dallo spettacolo musicale che si tiene sul palco appositamente allestito, dalle bancarelle che vendono di tutto e dai fuochi pirotecnici che a mezzanotte ogni anno creano con i riflessi sul mare uno spettacolo particolarmente suggestivo.