SCOPRIRE CATANZARO, TRA LIBERTY, ARTE E BIODIVERSITA' MEDITERRANEA

 

     

Se non si trovasse a più di trecento metri di altitudine, Catanzaro si potrebbe definire una città lagunare: composta di tre isole collegate tra loro da imponenti canali di cemento armato, battuta incessantemente dal vento. Dell'antica città che fu greca poco rimane, dopo tanti terremoti e dopo la ricostruzione degli ultimi decenni dell'Ottocento a cui si deve l'impianto urbanistico attuale, concepito attorno all'arteria principale di corso Mazzini.

Catanzaro offre spettacolari vedute sul versante ionico e quello tirrenico, trovandosi nell'istmo di Marcellinara, il punto più stretto del territorio calabrese, tra la Sila Piccola e le Serre. Sull'impressionante viadotto sulla Fiumarella, tra i più alti del mondo, passeggiano le anime dei tanti che qui hanno posto fine alla loro vita, eppure, illuminato di notte come il ponte di Brooklyn, sfoggia un piglio decisamente ottimista.

La città ha anche una lunga tradizione teatrale: il nuovo teatro Politeama, opera di Paolo Portoghesi, inaugurato nel 2002, con la sua facciata retro e insieme avveniristica, ospita uno dei palcoscenici più tecnologici del mondo.

C'è una Catanzaro tutta da scoprire che passa attraverso un tipo di architettura poco presente in Calabria, intrisa di uno spirito del tempo che da queste parti faticò ad arrivare: i fasti metropolitani europei di inizio Novecento girarono al largo delle coste calabresi, ad eccezione di Reggio, ricostruita proprio in quel periodo. Si tratta della Catanzaro liberty, ricca di testimonianze forse poco conosciute. Tappe fondamentali del tour liberty: Villa Bly, l'istituto Industriale Ercolino Scalfaro, il Teatro Masciari, la Stazione dei tram di piazza Matteotti, l'ex Palazzo delle poste, il Caffè Imperiale, il Villino Mazzocca, Palazzo Mauro, Villa Varcasia, Palazzo Scandalo De Nobili, il Villino Larussa, il Villino Martelli, Palazzo Pace.

Altra importante tappa a Catanzaro è la Casa della Memoria - Rotella House, in vico dell'Onda, spazio voluto da Mimmo Rotella nell'abitazione di sua madre: concepita dallo stesso artista, scomparso nel 2006, come un luogo sacro e rigoroso, nelle candide stanze piene di sole ospita libri e storia del maestro del décollage, in un'atmosfera sospesa tra cosmopolitismo e ieraticità.

Perla del sistema museale catanzarese è il MARCA, nel centro storico cittadino, il Museo delle Arti è un polo multifunzionale che ospita opere che vanno dal Rinascimento alla contemporaneità: Antonello de Saliba, Battistello Caracciolo, Mattia Preti, Salvator Rosa, Andrea Sacchi, oltre a un'ampia esposizione degli artisti calabresi Andrea Cefaly e Francesco Ierace; una sezione del museo è dedicata a Mimmo Rotella. Le mostre temporanee del MARCA sono sempre di altissima qualità e, da qui sono passati e passano tutti i protagonisti dell'arte internazionale. La cura della sezione educativa del museo, attraverso laboratori, progetti di apprendimento e incontri con le scuole, esprime la sua forte vocazione didattica; in collaborazione con la Dena Foundation, il museo ha istituito una borsa di studio per giovani artisti calabresi che consente all'artista vincitore un soggiorno all'Omi International Arts Center nello Stato di New York.

Fiore all'occhiello del museo e splendida occasione per il pubblico è la rassegna internazionale Intersezioni, che si tiene ogni anno nella stagione estiva: opere di artisti internazionali vengono ospitate nella splendida cornice del Parco archeologico Scolacium tra testimonianze archeologiche di ogni tempo ed enormi ulivi secolari. Al termine della rassegna ogni artista dona alla città un'opera che entra a far parte del nuovo Parco della Scultura, un grande spazio dedicato al dialogo tra arte e natura; per adesso ce ne sono una ventina, di grande effetto: domina su una collinetta L'uomo che misura le nuvole, di Jan Fabre, che, in piedi su una scala, tiene tra le mani un metro contro il cielo; un uomo guarda volteggiare una donna su una palla in equilibrio su una colonna ne l'Uomo e la Ballerina di Stephan Balkenhol; le sette statue di Seven Times di Antony Gormley , calchi identici del corpo dell'artista fuoriescono dal terreno fino a ergersi su un alto piedistallo con effetto straniante e suggestivo; le cupole a cipolla degli Electric Kisses di Dennis Oppenheim, che richiamano anche la forma degli omonimi cioccolatini americani, accendono le notti del parco brillando di luce; su un'altura ammicca l'installazione di Mimmo Rotella I temp(l)i un tempio sbilenco di dissacrante bidimensionalità composto di pezzi di elettrodomestici.

Il Parco della scultura si trova all'interno del parco della Biodiversità Mediterranea, un'altra immancabile tappa a Catanzaro: sessanta ettari di verde nel cuore cittadino, ricco catalogo di flora e della fauna del Mediterraneo, con un'enorme area, la Valle dei Mulini, con cinquantamila specie di piante, che ospita cervi, daini e moltissimi uccelli, spazi attrezzati dedicati allo sport e al gioco, il Museo militare della Brigata Catanzaro e il Centro Recupero Animali Selvatici, in cui ci si prende cura degli animali selvatici feriti o in difficoltà. Il parco è gestito secondo stringenti norme ecologiche, con l'impiego esclusivo di veicoli elettrici e il divieto all'uso di antiparassitari.

 

    

Dopo tanta arte e natura, non resta che fare un salto a Catanzaro Lido per un bagno ristoratore e una scorpacciata di crudità marinare...

 

 

Tratto dal libro "101 cose da fare in Calabria almeno una volta nella vita".