Traina

Quando, d'estate mi giunge una telefonata confusa ed eccitata da un amico che ho visto uscire dall'approdo con la canna ben piantata su una murata; immagino la scena a bordo dopo la ferrata: la lotta estenuante tra grida e sudore, il pesce sottobordo stremato ma ancora attento, il raffio, lo scorsoio alla coda.

Da noi queste scene non sono rare; nel periodo estivo, grosse ricciole scendono a terra e si possono insidiare sui fondali rocciosi e le praterie di posidonie che vanno dai 30-35 m coprendo una vasta area che va dall'approdo verso nord.

Ricordo che, con l'avvento del monel anni fa, e con esche artificiali, in paticolare il "testarossa" si sono avute le prime catture di cernie veraci.

Poi surclassate in termini di taglia dall'uso sempre pił frequente di esche naturali e dal vivo.

Desta sempre un certo stupore e ci trasporta con la fantasia ad altre latitudini quando sempre pił spesso sul pontile vengono distesi barracuda di 4-5 kg.

Non di meno grosse ricciole e lecce invadono periodicamente le nostre acque dando prova della loro grande combattivitą .

Eccitanti lotte con gli equipaggi pił fortunati vengono poi ingaggiate dai potenti serra avvistati alla foce del Soleo.

La traina di superficie con canne leggere si pregia di innumerevoli catture tra occhiate e le combattive lampughe.

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