CATTURARE IL BARRACUDA MEDITERRANEO

Il barracuda è un pesce della famiglia degli Sfiranidi. Fino a una decina d'anni fa questa specie era praticamente sconosciuta sia ai pescatori professionisti che a quelli sportivi e la sua cattura era considerata rara ed occasionale. Poi a causa dell'effetto tropicalizzazione del mediterraneo, il barracuda ha aumentato la sua diffusione. Il barracuda mediterraneo ha il corpo allungato con il dorso bruno che sfuma sul blu sui fianchi argentei, mentre il ventre è biancastro. Sui fianchi compaiono le caratteristiche bande più scure; la testa è allungata con la mandibola più lunga della mascella, i denti lunghi ed aguzzi, indispensabili per afferrare la preda. I maschi e le femmine sono simili e difficilmente distinguibili. Non si sa molto sulla riproduzione del barracuda, avvenuta la fecondazione, le uova sono lasciate al loro destino in balia della corrente. Questo possente pesce può raggiungere la lunghezza di 2 metri ed il peso di 40 Kg. ma, nelle nostre acque il peso medio è compreso tra 1 e 3 kg. Il barracuda è un predatore voracissimo, molto aggressivo, che caccia spesso in branco nutrendosi di altri pesci.

La sua aggressività e la competizione alimentare lo spingono spesso ad attaccare le esche artificiali, rendendolo un ottimo "cliente" per gli amanti dello spinning.

Due sono i periodi migliori per insidiarli a spinning; in primavera, quando la temperatura delle acque comincia ad aumentare e a fine estate-autunno quando la ressa estiva lascia spazio e tranquillità ai pennuti. In luoghi isolati la sua cattura può avvenire anche nei mesi caldi. La sua presenza sottocosta nel periodo invernale è subordinata alla temperatura delle acque e quindi all'andamento della stagione autunnale.

La pesca può essere condotta in qualunque ora della giornata ma l'alba e soprattutto il tramonto sono i momenti migliori. Alcune catture sono avvenute anche in piena notte: in questi casi sono da preferire serate di luna piena o zone illuminate  e non sembrano essere sensibili alle maree.

L'attrezzo ideale è una canna robusta da spinning (specifica da mare) sui 3 metri di lunghezza e potenza di lancio 15-40 grammi (o anche leggermente di più). Le canne telescopiche sono più comode, ma quelle a due pezzi risultano più adatte a questo tipo di pesca. Esistono ottime canne da spinning in commercio che soddisfano questi requisiti. Il mulinello dovrà essere piuttosto robusto e di dimensioni abbastanza generose in modo da poter contenere almeno 200 metri di buon monofilo (nylon) dello 0.28. L'artificiale va recuperato molto lentamente e il pesce va forzato abbastanza, senza concedere troppo filo: quindi anche avere una buona frizione non e' essenziale.

In bobina la misura adatta è uno 0.25, massimo uno 0.28. Questo è un buon compromesso per lanciare senza problemi e avere un discreto margine di sicurezza nel recupero.

La sua aggressività lo porta ad attaccare volentieri le esche artificiali, in particolare danno buoni risultati i minnow tradizionali anche di buone dimensioni. A causa della sua dentatura è consigliabile l’utilizzo di esche in materiale plastico o in legno duro.  Si consiglia l’uso di artificiali con colorazioni naturali (mugginetto, acciuga, sgombro) in condizioni di luce buona e acque chiare e di fantasia (giallo, verde, rosso) con acque torbide o all'alba e tramonto. Il recupero dell'artificiale va condotto molto lentamente. E' meglio fermarsi spesso e ogni tanto imprimere accelerazioni brusche per poi continuare con un recupero molto lento.

Il barracuda non è un pesce che tira tantissimo, ma è molto imprevedibile. Il consiglio è quello di serrare quasi al massimo la frizione, recuperare velocissimo se il barracuda viene verso di noi (per evitare di lasciare in bando il filo) e soprattutto contrastare con energia (attrezzatura permettendo) la virata finale.