LE STAGIONI AL MARE:  ESTATE E AUTUNNO  

 

 

 

 

 

ESTATE

 

Con l'arrivo dell'estate si entra nella stagione "piena", ma non per questo la migliore ai fini della pesca. Meno sensibili ai grandi calori (al mare c'è sempre brezza) rispetto ai pesci fluviali, quelli di mare hanno a disposizione immensi spazi e grandi profondità e del resto in questo periodo l'acqua marina è più fredda dell'aria esterna. Molte specie hanno terminato o stanno ancora attendendo alle funzioni riproduttive. Le specie pelagiche si sono avvicinate alle coste, talune penetrando negli estuari e nei porti, altre mantenendosi poco al largo, ma facendo la spola tra alto mare, rive rocciose, scogliere dei moli e promontori.

Unico inconveniente è il fatto che il pescatore sportivo che agisce da moli, spiagge e scogliere deve "coabitare" con la moltitudine di bagnanti e sopportare il frequente passaggio di natanti dì ogni genere che disturbano e allontanano i pesci.

La pesca può rendere perciò nelle sole ore antelucane, alba e primissima mattina e, dopo il tramonto, nonché tutta la notte, secondo le specie e cercando la coincidenza con la montata di marea.

 

La meteorologia estiva - In estate, in Italia, il tempo è generalmente bello e la temperatura alta lungo tutti gli 8.000 km di costa della penisola e delle isole. Possibile perturbazioni, ma di breve durata, si devono ai frequenti temporali estivi e al levarsi di venti che generalmente provengono da nord est (molto forti sullo Ionio), a qualche rara bora "bianca" (alto Adriatico), al libeccio e allo scirocco, burrascosi qualche volta sul medio-alto Tirreno. Il soffiare delle brezze periodiche giornaliere (dal mattino verso terra e dal tramonto verso il mare) oltre che mitigare la calura è indice di bel tempo.

 

I luoghi e le prede - Tutti i punti sottoriva sono potenziali riserve di pesci: da porti, scogliere, spiagge, moletti, pontili, foci ecc....si possono insidiare cefali, ghiozzi, spigole, anguille, bavose, labridi, oratelle, boghe e molte altre specie. Pescando a bolentino su fondali rocciosi abboccheranno saraghi, scorfani, mostelle, rombi, corvine. Pescando a traina possibili catture di aguglie, sgombri e tunnidi.

 

 

AUTUNNO

 

Questo è il miglior periodo per la pesca in mare e va dagli ultimi giorni di agosto fino a novembre e, per certe specie, anche dicembre.

Le spiagge si spopolano, la navigazione sottocosta dei numerosi piccoli mezzi di riduce sempre più, i pesci sono quindi più tranquilli e meno sospettosi e moltissime specie incrociano a portata di canne e lenze, presso riva o nei fondali poco distanti, come ben sanno gli amanti del bolentino. Per chi pratica la traina questa è la stagione d'oro, specialmente per la grande traina mirata alle rare specie dei tunnidi più grossi.

Chi è in grado di trascorrere le vacanze al mare fra settembre e ottobre, portandosi l'attrezzatura da pesca potrà ottenere le migliori soddisfazioni e, benché il tempo non si mantenga sempre sul bello, proprio le perturbazioni potranno essere di aiuto. Inoltre il gran caldo è passato, ma è tuttora possibile pescare di notte a surfcasting o alla foce di qualche fiume, purché ben coperti con indumenti adatti.

 

 

La meteorologia autunnale- L'aria, fra la prima e la seconda decade di ottobre, diventa più fredda, mentre l'acqua è più calda perchè il raffreddamento del mare è più lento. All'inizio le condizioni meteorologiche sono ancora quelle estive, ma cominciano a deteriorarsi a partire dai versanti orientali settentrionali e, col sopraggiungere delle prime perturbazioni, anche su quelli occidentali con prevalenti venti da ovest ad est (mistral, tramontana) e da nord est sull'Adriatico (bora), dove compaiono le prime nebbie. Ed è questo il settore più piovoso rispetto agli altri. Permangono ancora molti temporali.

 

I luoghi e le prede - La pesca è proficua su ogni tipo di fondale e di ambiente, di giorno e di notte, secondo le specie, da riva o al largo con bolentino o traina. Gli affluenti, resi torbidi da frequenti pioggerelle, convogliano in mare sostanze organiche richiamando i pesci. Alle foci la pesca dell'anguilla rende bene. Dopo mareggiate, con mare in fase di calo, è ottima la pesca di orate e sparlotti attorno ai moli e alle scogliere. Sui fondi rocciosi e su quelli ricoperti di praterie di posidonie vi sono corvine, dentici (da novembre), gronghi, labridi, saraghi, pagelli, sugarelli, triglie, occhiate, boghe. Su quelli sabbiosi: passere, mormore, tracine.