LE STAGIONI AL MARE:  INVERNO E PRIMAVERA  

 

 

 

 

 

INVERNO

 

Al mare si può pescare tutto l'anno, quindi anche in inverno. I pesci marini, infatti, nella stagione fredda non vanno in letargo, né si seppelliscono nel fango, come invece fanno molte specie d'acqua dolce.

L'acqua salata dei nostri mari non è mai fredda e la sua temperatura, anche alle profondità più elevate e in pieno inverno, non scende sotto i 13°C.

Capita, però, che molte specie di pesci marini, al sopraggiungere del freddo, abbandonino le zone costiere per rifugiarsi al largo negli strati più profondi, dove le acque sono più tiepide che in superficie (anche se sono sempre più calde rispetto all'aria).

Si riduce pertanto la varietà delle specie catturabili, ma in compenso non esistono divieti di pesca per nessuna. Altro elemento da non trascurare: si può pescare in assoluta tranquillità, mancando quella massa di bagnini, turisti e barche da diporto che caratterizzano negativamente la stagione estiva ai fini della pesca.

 

La meteorologia invernale - Il freddo invernale può essere un ostacolo, ma lungo le nostre coste il termometro scende raramente sotto lo zero, proprio grazie all'azione mitigatrice del mare. La temperatura è spesso sopportabile, talvolta primaverile, lungo le coste occidentali (riviera ligure, litorali tirrenici, sardi, ionici, siculi), ma più fredda lungo quelle orientali, specie del medio e alto Adriatico, spesso gravato da nebbie, da forte piovosità e da giornate di gelo. Le precipitazioni sono più intense sulle coste meridionali. Più fastidiosi sono i frequenti venti, generalmente da nord ovest a est (mistral, tramontana) che investono l'alto Tirreno, la Sardegna, la Liguria di Levante; quindi il libeccio da sud ovest e lo scirocco da sud est, verso Sardegna e Tirreno. Violenti e apportatori di maltempo sono la bora scura e il grecale che da nord est soffiano sul golfo di Trieste e sulle coste venete e romagnole.

 

I luoghi e le prede - I luoghi più idonei per fare pesca invernale al mare sono quelli all'interno dei porti e delle darsene, al riparo dalle onde di un mare spesso agitato o grosso; questi luoghi sono tanto più produttivi quanto più profonda è la loro acqua. Anche dalle basse scogliere, artificiali o meno, se il mare è calmo, o lungo i moli esterni e alla foce di qualche corso d'acqua o canale.

Nei porti sono presenti tutto l'anno cefali, ghiozzi e labridi. I fondali rocciosi coperti da posidonie ospitano: castagnole,scorfani, serranidi, labridi, gronghi e qualche orata. Alle foci dei fiumi è possibile catturare grosse spigole (dal tramonto in poi, usando come esche anguille vive) e mormore (fino  a dicembre). A traina e a bolentino si catturano occhiate (sulle secche). Con la palamita si insidiano rombi e razze.

 

 

 

PRIMAVERA

 

Anche al mare questa è la stagione del risveglio, in cui molte specie stanziali o pelagiche si avvicinano in massa alle coste per la riproduzione.

Le spiagge, almeno fino a tutto maggio, sono ancora deserte e gli specchi d'acqua antistanti in genere poco frequentati dalle imbarcazioni, per cui risulta ancora abbastanza agevole dedicarsi alla pesca da riva o al largo.

 

La meteorologia primaverile - L'acqua del mare, in superficie, comincia ora a essere più fredda rispetto all'aria, però il sole è più tiepido e spesso anche forte. I più privilegiati sono i versanti occidentali, dalla Liguria al Tirreno, alla Sardegna, alla Sicilia. Meno caldi quelli orientali adriatici. Le piogge sono ora più intense lungo i litorali settentrionali di entrambi i versanti.

La primavera è una stagione capricciosa e non sono infrequenti i ritorni al maltempo, per le perturbazioni di origine atlantica che si prolungano, o per l'improvviso levarsi dei venti nordoccidentali (mistral) e nordorientali (bora, grecale). Possono verificarsi burrasche a causa del libeccio e dello scirocco.

 

I luoghi e le prede - Si può pescare con la canna ovunque, all'interno dei porti, delle darsene e lungo i moli, alle foci fluviali, dalle scogliere artificiali o da quelle naturali alte. Chi si reca al largo ricorre al bolentino oppure alla traina. Nei porti sono numerosi i cefali, i ghiozzi, gli sparlotti, le salpe, le anguille e le motelle. Boghe, branzini, labridi, gronghi popolano le scogliere più basse, mentre presso quelle più elevate si trovano facilmente rombi, saraghi,scorfani, motelle. I fondali ricoperti di posidonia ospitano boghe,labridi, pagelli.

Al largo si catturano i naselli pescando a bolentino, le aguglie, gli sgombri e le ricciole pescando a  traina.