AMBIENTI DI PESCA:  LA LAGUNA   

 

Dove i grandi fiumi sfociano in mare (come è il caso del Po), o a ridosso di zone costiere basse, dove esistono avvallamenti appena al di là della striscia di sabbia, si formano le lagune. Questi sono vasti specchi di acqua salmastra, che costituiscono un habitat dalle caratteristiche uniche, ideale per molte specie di pesci di mare che qui si trovano in abbondanza e che richiamano un gran numero di pescatori.

Nella maggiori parte delle zone lagunari l'acqua di mare si mescola all'acqua dolce dei fiumi, dando luogo a una concentrazione di sali che varia a seconda delle stagioni e dell'andamento delle piogge. Generalmente le lagune sono più salate d'estate e durante i periodi di siccità, meno salate per il maggior apporto di acqua dolce in primavera.

In Italia la più vasta zona lagunare è quella che si è formata intorno al delta del Po, nell'alto Adriatico, cui contribuiscono le foci di altri importanti fiumi, come l'Adige, il Brenta, il Piave, il Livenza, il Tagliamento e l'Isonzo. Dal golfo di Trieste fino a Ravenna è tutta una successione di lagune e di quelle che vengono chiamate "valli salse", zone lagunari dove l'intervento dell'uomo ha stabilito allevamenti di pesce e zone di pesca intensiva.

Le valli di pesca possono essere aperte, cioè un'estensione di laguna in diretta comunicazione con il mare, che viene recintata con graticci per delimitare una proprietà e al tempo stesso, per trattenere il pesce che vi sia entrato, come nella laguna di Venezia e di Marano. Qui, con l'apertura e la chiusura dei passaggi con il mare, si permette l'ingresso del pesce giovane che viene a nutrirsi e si facilita l'uscita del pesce adulto che torna in mare per la riproduzione. Il tutto favorito dall'istinto naturale dei pesci e da una antica attitudine all'allevamento ittico nell'ambiente lagunare che risale all'epoca romana.

Ci sono poi le valli chiuse, completamente circondate da argini di terra, dove è l'uomo a stabilire e regolare il flusso dell'acqua, grazie a un sistema di paratoie chiamate "chiaviche". Le valli semiarginate, infine, sono formate sia da argini artificiali, dette "barene", sia da graticciati che oppongono minore resistenza al fluire naturale delle maree, pur trattenendo il pesce. Di questi due ultimi tipi sono le valli di Comacchio, famose per le anguille.

Per la maggior parte le valli sono di proprietà privata o demaniale, ma è possibile pescare in alcune zone. Quando le acque sono impetuose e scaricano a mare i purtroppo numerosi elementi inquinanti si possono prendere, con il galleggiante o a fondo, cefali, ghiozzi, passere, orate, spigole e triglie.

Verso sud, appena prima del Gargano, ci sono altre due lagune, quella di Lesina, una stretta superficie d'acqua separata dal mare da un'esigua striscia di terra, e quella di Varano, chiamata anche "lago" per la sua forma squadrata. In queste lagune oltre ai pesci già indicati per la laguna veneta, si possono trovare specie d'acque salse: la tinca, lo spinarello, il gobione, la bavosa.

Sul Tirreno invece, nella parte più bassa c'è il lago di Fusaro, allevamento demaniale di ostriche e mitili, e più a nord, tra la costa toscana e il Monte Argentario, la zona valliva che vanta una storia di piscicoltura dai tempi di Nerone e Domiziano, la laguna di Orbetello. In parte parco naturale per la grande varietà di uccelli, nella parte settentrionale è ricca di anguille, cefali, spigole, orate, sogliole e gamberi.