LA PASTURA

  La pastura è assieme all’esca l’elemento più importante per ottenere i migliori risultati in una battuta di pesca. Pasturare bene equivale a pescare bene.

La pasturazione, infatti, richiama i pesci nel nostro raggio d'azione, e li induce ad andare in "frenesia alimentare" e quindi ad abboccare alle nostre esche.  Naturalmente ogni tipo di pesce gradisce un particolare tipo di pastura, a seconda che si parli di fondo, mezz'acqua o superficie. Nella composizione e nella fattura delle pasture si tiene in considerazione le prede che si debbono insidiare, la taglia dei pesci,  la profondità, la zona ed anche il periodo dell'anno.Solitamente si inizia lanciando in acqua nella zona in cui intendiamo calare la lenza, e un po’ più distante da tale zona, un grosso quantitativo di pastura per poi ridurre velocemente tale quantitativo col passare dei minuti, quando il pesce è ormai in zona.
A questo punto dovremo solo mantenere pasturata la zona lanciando in acqua piccole palle di pastura, grandi quanto una noce, in maniera regolare ma senza eccedere per evitare l’effetto negativo di spaventare o saziare il pesce.
La pastura può essere composta da elementi di origine naturale, come ad esempio cozze frantumate, o la sempre onnipresente sardina, tritata o tagliata a pezzi più grossi. Altri ingredienti saranno il pane, la farina di formaggio, la crusca, l'olio di pesce o sfarinati ricavati da miscele di varie farine. 

  Per la pasturazione ai grufolatori (quindi a fondo), consiglio un misto di sfarinati con sardina macinata e cozza, miscelata con acqua e con il quale si dovranno formare piccole palle, grandi quanto un uovo, ben compresse. La solidità della "palla" di pastura comporterà che la stessa giunga a fondo quasi intatta, disperdendo nella caduta verso il basso una piccola parte del suo contenuto. Se vogliamo potenziare l'effetto possiamo usare anche bigattino, inserito all' interno. In questo caso, quindi, dovremo poi usare il bigattino come esca.

  Per la pasturazione a pesci di mezzo fondo o a galla, si consiglia, invece, di usare sfarinati a base di formaggio, se ne trovano anche in commercio di molto validi. Naturalmente la sardina tritata in pezzi piccolissimi o meglio macinata darà un "magnifico" aroma alla nostra pastura. Si potranno così insidiare cefali, occhiate, boghe, menole ecc. Gli sfarinati che useremo possono essere di: pane, formaggio, pesce, biscotto, riso, carne, crisalide, latte e molte altre ancora. 

  Pasturare, invece, a bolentino di profondità, comporta una maggiore organizzazione, in termini di attrezzature. Esistono in commercio pasturatori a lame in acciaio che con il movimento della barca frantumano la sardina. La sardina, frantumata, emanerà un forte odore e tutte le particelle che si staccheranno saranno una grossa attrazione per i pesci che intendiamo insidiare.

Esistono inoltre colle speciali per incollare i bigattini e renderli maggiormente compatti con gli sfarinati.

Allo stato attuale basta entrare in un negozio di pesca per poter acquistare lo sfarinato adatto al tipo di pesca che intendiamo effettuare: ne troviamo di tutti i tipi, alcuni di base altri già contenenti gli additivi più indicati. Gli sfarinati in commercio sono suddivisi in:

  Sfarinato da Superficie

Questo Sfarinato è caratterizzato da una grana molto fine studiato appositamente per la pesca in superficie.
La colorazione di tale Sfarinato asciutto si presenta di colore biancastro, molto polverizzato ed al tatto poco consistente, con una piccola percentuale di grani più compatti.
Il profumo è di solito molto gradevole ed ha caratteristiche dolciastre.
Quando bagneremo questo sfarinato, il suo colore diverrà leggermente più scuro, e specialmente se la quantità d’acqua utilizzata è insufficiente, presenterà una certa collosità.
Pertanto la maniera migliore di procedere è quella di aggiungere poco per volta lo sfarinato, ad una base di pastura bagnata abbondantemente.
Questa operazione è molto delicata ed importante perché solo se effettuata nella maniera corretta, ci permetterà di ottenere una pastura che si scioglierà alla profondità desiderata, in particolare in superficie se la realizzeremo molto lenta, oppure al di sotto di questa se la manterremo più compatta.
L’utilizzo di questa Pastura è rivolta alla cattura di piccoli pesci come boghe, castagnole, salpe, latterini.

  Sfarinato da Mezzofondo

Questo tipo di Sfarinato è caratterizzato da una grana medio fine, ed è l’ideale per la pesca di mezzofondo, ma anche per la pesca di fondo su fondali poco profondi.
La colorazione di questo sfarinato è sempre piuttosto chiara, al tatto poco consistente ed anche in questo caso la grana grossa è presente in percentuale bassissima.
Presenta uno spiccato profumo di formaggio pur non essendo questo il suo componente prevalente.
Una volta bagnato, la sua colorazione assume una tonalità più scura, a causa essenzialmente della presenza di farina di pesce.
Con questo tipo di sfarinato, è importante l’aggiunta di sarda macinata e salata, risultando particolarmente importante quando la pesca è rivolta alle boghe ed ai cefali in acque poco profonde.

Sfarinato da Fondo

Questo tipo di Sfarinato è invece caratterizzato da una grana piuttosto grossa, percettibile anche al tatto, ed adatto esclusivamente alla pesca di fondo.
La colorazione è più scura degli altri due tipi per la presenza di farina di pesce, ed ha un profumo predominante di formaggio.
Il suo utilizzo più indicato è nella pesca al cefalo e al sarago, ed in particolare per la pesca del cefalo sarà importante la presenza di sarda macinata.
Spesso in questo tipo di sfarinato è presente una certa quantità di farina di Arachide di cui se ne sfrutta la proprietà slegante, importante per evitare che la pastura diventi eccessivamente collosa, restando quindi abbastanza friabile anche dopo aver aggiunto la sarda macinata.
 Infine, se impastato e lavorato correttamente, questo tipo di sfarinato può assumere una consistenza molto compatta, tale da poterlo efficacemente utilizzare come Pastella da innescare all’amo.