LE ESCHE ARTIFICIALI

Il cucchiaio – il minnow – la piuma

Le esche artificiali sono una valida alternativa a quelle naturali ed in molti casi si dimostrano anche più efficaci soprattutto per la pesca a traina. In commercio si può trovare una grande varietà di artificiali adatti a tutte le situazioni ed in grado di soddisfare tutte le necessità quindi, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in questo fantastico universo per renderlo più semplice anche ai principianti.

  MINNOW – SIMULACRO DI PESCE

Da quando il finlandese Lauri Rapala creò il primo artificiale a forma di pesciolino si aprì una nuova era per la pesca sportiva in mare e in acque dolci. I finti pesciolini nacquero per l’appunto in Finlandia destinati alla pesca a spinning nelle acque interne, per catturare i grandi lucci. Conseguentemente, vista la bontà dei risultati, l’applicazione in mare fu immediata, con una crescita progressiva dei modelli e delle colorazioni. Il minnow nasce così, da un artigiano pieno di fantasia e passione, che da una barra di balsa riuscì a realizzare un’esca che avrebbe fatto entrare il suo nome nella storia della pesca.

I minnow più usati sono quelli che assomigliano a pesci esistenti in natura ma esistono delle livree che pur non avendo riscontro oggettivo, sono lo stesso molto catturanti. Esistono una miriade di imitazioni di pesci di varie dimensioni, le misure vanno dai 3 ai 26 centimetri ma le più usate sono esche dai 7 ai 14 centimetri (la misura si sceglie in base ai tipo di pesce da insidiare).

I minnow sono in genere usati piombati per farli lavorare a profondità variabili tra i 5 ed i 20 metri. Sono graditi dalla maggior parte dei predatori del Mediterraneo ma , ricordatevi di considerare che con la luce alta sono da preferire i colori scuri mentre, viceversa con la luce bassa quelli chiari.

Il corpo del minnow può essere realizzato in balsa o plastica, nel primo caso si avrà un particolare movimento in acqua, nel secondo una maggiore resistenza alle dentature particolarmente affilate.

Un buon minnow deve essere armato con ancorette molto resistenti in acciaio o lega leggera, da un solido attacco per la lenza e da una superficie perfettamente lucida e levigata.

Inoltre bisogna sempre cercare di capire cosa mangiano i pesci in quel periodo per proporgli un’esca delle stesse dimensioni di quello che mangiano in natura.

  SPOON – OVVERO I CUCCHIAINI

Sono degli artificiali metallici che al pari dei minnow seguono l’iter della traina classica ma che a differenza dei pesciolini finti, richiamano i predatori stimolandoli con vibrazioni, luccichio e rumore.

Il cucchiaio è realizzato completamente in metallo ed in commercio ne esistono svariati modelli divisi in due categorie: rotante e ondulante. Il cucchiaino rotante è costituito da un asse in filo di acciaio su cui è infilato un corpo (zavorra), una o due palette innestate o direttamente o tramite un cavallerino ed un ancorotto. La forma della paletta, a goccia o a foglia di salice, influenza l’angolo di rotazione della stessa intorno al corpo. Più semplice è il modello ondulante formato da un pezzo di metallo di forma ovale allungata, più o meno curvato, a cui in fondo è agganciata, in genere tramite un’anellino un’ancoretta. Ricordiamo che in condizioni di sole basso (alba e crepuscolo) e di bassa visibilità (acqua torbida) l’esca cucchiaino è l’ideale. I cucchiaini si trainano a velocità variante da due ai quattro nodi e tutti i predatori sono interessati a questa esca.

PIUME

Lasciate cadere in acqua dagli uccelli marini, sono state fra i primi artificiali della storia ad essere usate e quindi la base della traina costiera. Le piume sono destinate alle aguglie, occhiate, ecc… ma a volte “catturano” anche spigole e ricciole. Possono essere multicolore e grazie alla loro caratteristica, si muovono in maniera naturale grazie all’incedere della barca. Devono essere vaporose e sottili e possono arrivare ad una lunghezza di 12 centimetri. Con l’aggiunta delle testine metalliche (piombate, in madreperla, in metallo e plastica), riescono a diventare ottimi strumenti anche per la traina d’altura. La si usa in condizione di mare calmo e acqua chiara e trainate a due nodi mentre in altura bisogna aumentare la velocità fino ai dieci nodi.