LE ESCHE PER LA PESCA A FONDO

 

Le esche utilizzate nella pesca a fondo non sono molte, e funzionano bene con quasi tutte le specie catturabili, per cui non c’è necessità di un loro reperimento “specifico”. Gli anellidi trovano il loro miglior momento tra la primavera e l’estate, mentre tutte le altre danno risultati all’inizio della primavera, in autunno e occasionalmente in inverno.

Un consiglio: anche se qui non le presentiamo, non si devono trascurare le esche particolari che si trovano in determinate zone e che sono importantissime nella pesca a fondo in quanto predilette dalle prede locali; in caso di scelta, meglio, molto meglio, dotarsi di quanto offre il mercato locale delle esche.

 

Arenicola: è probabilmente la regina degli anellidi; costosa e talvolta poco reperibile, si innesca intera o sezionata in due parti con lo specifico ago da innesco. Può catturare praticamente tutte le prede della pesca a fondo.

 

Muriddu: interessante verme di allevamento a distribuzione nazionale, robusto ed efficace, il muriddu è una valida alternativa all’arenicola. La vendita avviene in confezioni di circa 10 esemplari, in scatole con un letto umido di alghe. Si innesca intero, con l’ago o con ami particolari, come gli aberdeen.

 

Fasolare: altrimenti detta “lingua rossa”, è l’esca più rappresentativa nella famiglia dei bivalvi. E’ il cibo maggiormente appetito dagli sparidi (saraghi e orate) e per questo la più specifica di tutto il “menù” che si può scegliere per la pesca a fondo. Innescata intera (privata delle valve) o sezionata, si presenta robusta e di lunga autonomia, valida quindi nella tattica d’attesa nei momenti dedicati alla pesca dell’orata. Funziona egregiamente per tutto l’anno, anche se trovarla presenta qualche difficoltà.

 

Americano: altro verme di allevamento, particolarmente grosso e lungo, molto sanguinolento e con capacità auto-brumeggianti. Quest’esca è particolarmente efficace nei periodi autunnali e invernali, quando gli altri anellidi vivono una sorta di “riposo biologico”, che coincide anche con una minor attrazione delle prede. Regala ottime catture come le ombrine, le orate e le spigole.

 

Cannolicchio: vive e colonizza sulla sabbia, a circa cento metri dalla riva, dove viene raccolto manualmente grazie a un attrezzo molto simile al tipico “uncinetto”. La sua distribuzione interessa anche gli estuari salmastri e le lagune. E’ un’esca eccezionale, molto appetita dalla maggior parte delle prede della pesca a fondo e non. Privata delle due lunghe valve, se ne utilizza il piede carnoso, generalmente intero. Il suo impiego è più redditizio nel periodo invernale e autunnale.

 

Bibi: è anche questa un’esca di estrazione sabbiosa, che viene però anche allevata. In taluni casi è raccolto dopo le forti mareggiate. Gli esemplari più piccoli hanno le dimensioni di un mignolo, e sono particolarmente ricercati per la loro efficacia. Si innesca con una delicata operazione (si svuota facilmente) e con l’ago da innesco, conservando così l’alto potere auto-brumeggiante (cioè, in pratica pasturerà da sé, rilasciando lentamente i liquidi contenuti). E’ appetito specialmente dagli esemplari più grossi, senza esclusione di varietà; ha maggiori possibilità di successo nel periodo freddo autunnale.