LE PUNTURE DELLE TRACINE: SINTOMI E RIMEDI

Le tracine sono tra i pesci più velenosi presenti nel Mediterraneo. Il loro veleno, altamente tossico e simile a quello di alcuni serpenti, è secreto da ghiandole e iniettato, attraverso dei canaletti, dagli aculei presenti presso gli opercoli e nella prima pinna dorsale.

Chi viene punto da una tracina prova un dolore folgorante, simile a quello prodotto da un morso di vipera, tanto più intenso quanto più in profondità l'aculeo è penetrato nella carne. Quasi istantaneamente interviene un senso di intorpidimento della parte lesa che si gonfia. Possono poi manifestarsi altri sintomi: difficoltà di respirazione, tachicardia, convulsioni, delirio.

Solo in casi eccezionali, però, una puntura di tracina può causare la morte.

Vediamo quali sono le precauzioni da prendere durante la pesca e i rimedi cui fare ricorso in caso di puntura.

Anzitutto, chi va a pesca di tracine deve avere con sé un retino per salpare il pesce e un paio di robusti guanti di pelle per maneggiarlo senza correre il rischio di pungersi. Una volta salpata, la tracina va immobilizzata col piede calzato o con una fiocina o un bastone e, ancora prima di slamarla, le si recideranno gli aculei.

Bisogna tenere presente che l'azione del veleno conserva intatto il suo potere anche molte ore dopo la morte del pesce. La cottura lo rende innocuo.

In caso di puntura, incidere o mordere la ferita e suggere il veleno, quindi disinfettarla con acqua ossigenata. Come primo antidoto sulla parte offesa si deve usare una soluzione di ammoniaca, che lenisce il dolore, oppure applicare gli appositi stick antiveleno acquistabili in farmacia. Dopo qualche ora il dolore scompare, ma resterà più a lungo l'enfiagione. Se le punture sono più d'una o sono molto profonde, recarsi immediatamente in un posto di pronto soccorso.