AMBIENTI DI PESCA:  IL PORTO CANALE  

 

 

 

 

 

I porti canale sono forse i porti più antichi, insieme a quelli che esistevano in insenature protette su due lati da alti promontori.

Si trovano generalmente sulla foce di un fiume o dove sbocca un canale, purché vi sia una via d'acqua che s'inoltra nella terraferma, sufficientemente profonda da essere navigabile.

Il problema, nell'antichità, era che spesso i venti di mare insabbiavano l'ingresso al fiume, rendendolo inutilizzabile come porto.

In epoca più recente, un porto canale è quanto di meglio possa esistere per riparare in qualunque stagione un certo numero di imbarcazioni: il tratto di fiume che entra in mare viene dragato, e a una certa distanza dall'imboccatura viene eretta una diga frangiflutti, orientata in modo da fornire riparo da onde e venti, evitando così anche il pericolo d'insabbiamento.

Nel nostro paese ne esistono sul Tirreno e in maggior misura sull'Adriatico.

Dal punto di vista della vita acquatica, costituiscono un ambiente particolarmente ricco, perchè vi si fondono le caratteristiche di riparo e calma di un porto normale, con le qualità delle acque dolci che arrivano al mare.

Più precisamente si stabilisce un tipo di acqua particolare e più dolce, definita salmastra, che possiede un minore quantitativo di sale.

Il tenore salmastro nella parte terminale del fiume alla cui foce sorge il porto canale può variare a seconda della portata d'acqua dolce che, più è ricca, più rende l'ambiente adatto a pesci che sono in grado di vivere con un livello di salinità variabile. Le specie più interessanti per il pescatore sono i cefali, le spigole e le anguille.

L'acqua del fiume, nel suo tragitto terminale verso il mare, trasporta con sé una notevole quantità e varietà di sostanze, in parte amalgamate nel limo che viene costantemente portato dalla corrente, e in misura notevole nei periodi di piena o con piogge di rilievo, in parte in sospensione nell'acqua.

Quando i valori d'inquinamento sono contenuti, queste sostanze sono nutritive e il loro arrivo in mare attira un gran numero di pesci.

Nella zona ibrida in cui l'acqua del fiume si mescola a quella del mare c'è sempre una grande attività, generalmente da parte di specie marine che risalgono il fiume in cerca di cibo e in alcuni casi per la riproduzione.

E' accaduto di catturare cefali anche a qualche decina di chilometri dal mare, e questo dimostra quanto forte sia lo stimolo creato dalla presenza di cibo.

Altro elemento inusuale per le specie marine è la presenza di una vegetazione acquatica assai ricca alla fine del fiume, vegetazione che non esiste in nessun tratto di mare.

I microrganismi che vivono nel limo del fiume e gli anellidi costituiscono la principale base alimentare di questo particolare habitat.

Le fasi di marea inoltre, spingendo l'acqua marina in su verso il fiume, creano ulteriori sommovimenti del fondo, che hanno un forte effetto di attrazione sui pesci.

Per quanto riguarda la pesca, un porto canale consente tecniche di pesca d'acqua dolce e quelle proprie di mare.