PRATICARE LA TRAINA D’INVERNO

Siamo in piena stagione fredda e molti pescatori hanno mandato a riposo la barca nell’attesa di temperature più miti. Ma forse questo è il periodo in cui si può pescare con maggior tranquillità e con buone possibilità di successo. Quindi, chi ama il mare e la pesca, si armi di santa pazienza e spirito di sopportazione, per affrontare la stagione più dura, ma non per questo meno pescosa. Prima di tutto occorre vestirsi adeguatamente, L’abbigliamento da adottare non va visto nell’ottica del rigore della mattina, in quanto nelle ore centrali della giornata si può avere una crescita esponenziale della temperatura e ritrovarsi ad essere infagottati ed impediti da indumenti non facili da togliere. La base deve essere un abbigliamento comodo come ad esempio pantaloni di cotone pesante, maglietta di cotone maniche lunghe ed una felpa, sopra si mette la salopette della cerata e sopra ancora una maglia pesante. La copertura finale va affidata alla giacca della cerata.  Per le scarpe è meglio orientarsi su scarponcini impermeabili. Una parte che va accuratamente protetta è la testa e non sono da trascurare le mani, specialmente per maneggiare le cime.

Nonostante l’inizio dell’anno sia il periodo invernale per eccellenza, l’acqua non si è ancora portata a temperature molto fredde. Anzi specialmente nel sud, si possono riscontrare delle temperature autunnali. Questo è indicativo per poter tentare ancora la traina con il vivo alle ricciole. Questi pesci infatti cominciano ad allontanarsi verso profondità in cui la temperatura dell’acqua è costante, proprio con l’arrivo dell’inverno, ma in alcune zone si trattengono fino a dicembre inoltrato, consentendo ancora qualche bella cattura. Sono da considerare due fattori principali per questa tecnica: la presenza delle aguglie sulle secche e l’arrivo dei calamari. Entrambi questi fattori, possono garantire la presenza dei pelagici. Comunque in questo periodo sono sempre presenti le ricciole di 2-3 chili, che attaccano volentieri anche le esche artificiali. Gli altri pesci predatori ancora presenti o in arrivo in dicembre sono i dentici, le palamite e le spigole.

Vediamo quali sono le costanti che possono portare ad avere maggiori successi all’inizio della stagione fredda. Il pesce è più o meno distribuito sulla fascia d’acqua che va dai 10 ai 20 metri, su fondali rocciosi o misti di alga e sabbia. Questo ci porta a pensare alla traina con gli artificiali in fondo. In questo periodo infatti bisogna far fare alle esche molta strada per portarle in cerca dei predatori, che spesso si mettono in caccia in agguato o che si riuniscono in aree ben circoscritte, delimitate da correnti di acqua più calda. Le esche più valide sono i minnow con paletta metallica o di plastica, che devono essere rigorosamente trainati a fondo. Come sistema d’affondamento possiamo utilizzare il monel o l’affondatore, a seconda delle preferenze, l’importante è portare le esche in prossimità del fondo in modo da porle quanto più possibile a tiro dei predatori. Mettendo in pesca le due canne laterali a fondo, se ne può mettere una centrale con un piombo da 150-250 grammi per far lavorare un’esca a mezz’acqua, dove possiamo trovare ricciolette e palamite. L’ultimo consiglio non troverà molti consensi da parte dei pigroni, ma è necessario uscire presto la mattina, se non altro per avere più ore di luce per pescare.