AMBIENTI DI PESCA:  LE ZONE PORTUALI

 

Il porto è un ambiente marino particolare, in un certo senso atipico, ricco di vita animale e vegetale. La caratteristica fondamentale di qualsiasi porto è l'assenza del moto ondoso ed è proprio questo fatto a renderlo unico come habitat, dal momento che in nessun altro caso si possono avere acque di mare ferme.

I porti possono essere naturali, artificiali, oppure in parte artificiali e in parte naturali.

I porti naturali sono abbastanza rari e, sono costituiti da una conformazione particolare della costa che racchiude in una baia profonda uno specchio d'acqua riparato dai venti e dal mare dalla presenza di uno o due promontori.

I porti artificiali sono interamente costituiti da manufatti, dighe disposte in modo da formare un ampio riparo da venti e mare, con i fondali ottenuti con scavi e dragaggi per avere una buona profondità costante. Sono in genere di questo tipo i porti più grandi, quelli commerciali, in grado di offrire ricoveri e ormeggi a buon numero di grandi navi.

I porti naturali-artificiali sono in genere costruiti in un'insenatura naturale con una parte riparata da un promontorio o comunque da un prolungamento in mare di un tratto di costa rocciosa, e una diga frangiflutti disposta in modo da formare una barriera nei confronti dei venti dominanti della zona.

Se, da un lato, l'acqua ferma all'interno di un porto è una condizione favorevole per la presenza e la vita di numerose specie di pesci, d'altra parte è anche notevole la presenza di sostanze inquinanti, prime fra tutte la nafta e il catrame. Spesso questo significa la scomparsa della vita in superficie, ma nella parte sommersa c'è sempre comunque un intenso ciclo biologico.

Altro elemento che favorisce la presenza di pesci è la profondità dei fondali, costituiti normalmente di sabbia o fango. Esistono anche, alla base dei moli e delle dighe,strette zone rocciose formate dai massi che costituiscono la base dei manufatti.

In un ambiente con queste caratteristiche si trovano numerosi molluschi e crostacei, anellidi, granchi di varie specie e alcuni tipi di alghe.

Nelle acque dei porti, sempre a condizione che il livello d'inquinamento sia contenuto, si possono incontrare, nell'arco dell'anno, quasi tutte le specie di pesci che interessano ai pescatori di mare. Mancano quelli pelagici che però a volte fanno la loro apparizione nel periodo di deposizione delle uova, alla ricerca di acque tranquille e riparate.

La preda più comune, anche se non facilissima, è costituita dai cefali che popolano le acque di tutti i nostri porti e si possono pescare tutto l'anno.

Nelle acque più vicine a riva ci sono ghiozzi e latterini, a una certa profondità boghe e orate, saraghi vicino alle basi rocciose e, a seconda delle stagioni, occhiate, sgombri, aguglie, sugarelli. La preda più ambita della pesca notturna è senza dubbio la spigola, mentre i moli rocciosi offrono rifugio a gronghi e polpi.

Le zone portuali offrono un'ampia scelta di possibilità ai pescatori: si può pescare a fondo o con il galleggiante dai moli più piccoli o dalle banchine, oppure con esca viva; dalle dighe foranee, che hanno in genere notevoli profondità, si può pescare esattamente a filo delle pareti verticali o, dalla parte rivolta verso il mare aperto, a fondo con buona piombatura.