LA BOGA

 

 

 

Fra tutti i componenti della famiglia degli sparidi, la boga ha la conformazione più affusolata. Infatti, invece che essere alto e ovaloide, il suo corpo è slanciato e allungato. la testa è grossa con il muso breve che termina in una piccola bocca dalle pareti di fragile cartilagine e dal taglio leggermente obliquo. I denti sono molti e sono distribuiti su tutte e due le mandibole: quelli superiori più stretti e affilati, quelli inferiori più appuntiti e triangolari.

La boga è dotata di una sola pinna dorsale poco alta ma assai lunga: giunge infatti quasi al peduncolo caudale; i primi raggi sono spinosi. La pinna caudale, abbastanza sviluppata, è molto incisa e ha i margini appuntiti. L'anale è lunga la metà di quella dorsale, le pinne pettorali sono abbastanza sviluppate in lunghezza; piccole le ventrali.

Il corpo della boga è coperto di sottili squame ben allineate. Il loro colore nelle parti superiori è grigio-olivastro o azzurrognolo con riflessi giallastri che diventano olivastri sui fianchi. Il ventre è bianco argenteo. Le pinne pettorali e la coda sono giallastro-rosate, gli opercoli sono di un argento intenso. Il bordo superiore della pinna dorsale ha riflessi giallo-dorati. Di questo colore sono inoltre le strisce longitudinali (da a cinque) sui fianchi, al di sotto della ben marcata linea laterale.

La boga vive in banchi numerosi che, secondo un'abitudine tipica degli sparidi, sono in continuo movimento, spostandosi dal mare aperto alle coste, dai fondali alla superficie. Alterna inoltre l'attività notturna all'attività diurna, secondo stagioni e luoghi. Normalmente preferisce le zone ricoperte di posidonie e coralline, sia su fondali rocciosi, sia sabbiosi. In questa vegetazione marina le boghe trovano il loro cibo costituito da piccoli organismi animali e dalle alghe. I banchi che raggruppano individui tutti della stessa taglia restano al largo e stazionano in profondità nella stagione invernale. All'inizio della primavera si avvicinano alle coste e sono quindi più a portata di lenza. Gli esemplari più piccoli penetrano anche all'interno di porti e darsene o si ammassano alle imboccature, lungo le dighe esterne.

Caratteristica degli sparidi e quindi delle boghe che a questa famiglia appartengono, è quella di presentare soggetti ermafroditi ma di tipo cosiddetto insufficiente: le loro gonadi, a seconda dei periodi, possono essere di tipo maschile o femminile. Le boghe, a primavera inoltrata, depongono moltissime uova pelagiche, che restano in balia delle acque. In base alla temperatura, il loro periodo di incubazione sarà più o meno rapido. Dalle uova nascono poi avannotti che nella prima fase della loro vita raggiungono il fondo in luoghi molto erbosi, dove si nutrono di organismi planctonici e trovano protezione contro l'assalto dei numerosi predatori. A sviluppo completo le boghe misurano da 20 a 35 cm dii lunghezza, eccezionalmente toccano i 40.

La boga ha una alimentazione mista, carnivora e vegetariana. Infatti si nutre indifferentemente di pezzetti d'alga e germogli d'altre erbe acquatiche di mare, ma anche di anellidi del tipo tremolina o arenicola, di piccoli crostacei e molluschi, nonché di scarti carnei d'ogni tipo.

La boga è una preda della pesca professionale, catturata talvolta in forti quantità, usando reti. Sportivamente è molto ricercata dai lenzatori di terra, ma anche da quelli in barca con bolentino perchè, individuato un banco, si possono effettuare catture continue e abbondanti.

Tra le esche si usano in primo luogo i vermi: tremoline, arenicole e qualsiasi altro; vengono poi le strisce di sardina o acciuga, i pezzetti di cozze o vongole, la polpa di gamberetti, i pezzetti di calamaro; ma la boga non disdegna neanche il pane impastato o la pasta speciale pronta in vendita. Per tutte usare ami a gambo lungo.

Come accade per molti altri pesci dalle qualità gastronomiche non elevate, anche la boga può essere usata, oltre che come alimento, anche come esca. E' infatti ottima per innescare i palamiti per i dentici, i pesci spada e i tonni. E' però necessario che sia molto fresca: meglio se appena morta o addirittura viva.