LA MORMORA

 

La mormora ha il corpo leggermente ovale, abbastanza compresso e allungato, nel complesso robusto. La testa è un po' grossa, con il muso appuntito; rispetto al capo, la bocca appare piccola, ma è armata di una forte dentatura. La mormora assomma quindi tutte le caratteristiche della famiglia degli Sparidi, avvicinandosi soprattutto ai pagelli. Sul dorso presenta una sola pinna lunga, la cui parte anteriore è sorretta da forti spine e la parte posteriore, più breve, da raggi molli.Di media dimensione la pinna caudale, che è forcuta, breve l'anale con tre raggi spinosi anteriori, sviluppate le pinne pettorali. Le pinne ventrali sono più piccole e in posizione toracica; anch'esse sono munite di una grossa e robusta spina.

Il corpo di questo pesce è ricoperto di grandi squame di tipo cicloide. Il dorso è bruno scuro-giallastro, i fianchi giallicci tendono al bianco con riflessi argentati. Le pinne sono grigio-giallastre. Sul ventre spiccano da 10 a 12 strisce verticali nerastre. Le strisce sono presenti anche sulla coda.

Essendo di indole gregaria, la mormora è un pesce che vive in banchi, a profondità che variano dai 20 ai 30 m al massimo. Preferisce fondali arenosi e ricchi di vegetazione sottomarina. In primavera e in estate i banchi si avvicinano maggiormente alla costa, continuando a ricercare sempre gli stessi tipi di fondali e acque relativamente basse. Per cercare il cibo, la mormora scava con il muso appuntito fra la sabbia, sollevando nuvolette di fango. Se invece vi sono delle correnti o se il moto ondoso è pronunciato, il pesce aspetta che siano questi movimenti dell'acqua a portargli il cibo. La mormora resta attiva anche nelle ore notturne ed è in questi momenti che viene maggiormente insidiata.

Come altri pesci, anche le mormore posseggono le gonadi che, secondo i periodi, possono essere di tipo maschile o femminile. Questi pesci sono quindi da considerare ermafroditi. A primavera inoltrata, quando le mormore si avvicinano maggiormente alla costa, le femmine depongono moltissime uova, che sono di tipo pelagico, ossia restano sospese sull'acqua. A sviluppo completo, gli esemplari adulti raggiungono i 40 cm di lunghezza e 1 kg di peso.Mediamente si pescano mormore lunghe dai 20 ai 30 cm di lunghezza con peso di circa 300 g.

La mormora è ghiotta soprattutto di vermi marini, come le arenicole e le tremoline. Non disdegna i piccoli molluschi e crostacei di vario tipo, che ricerca scavando col muso nei fondali sabbiosi. A volte si nutre di pesciolini e avannotti e di tutto ciò di commestibile che le portano la corrente e le onde.

E' un pesce di larga diffusione sui mercati ittici. E' quindi oggetto di pesca professionale, eseguita con grandi reti di profondità, dette tramagli, durante quasi tutto il corso dell'anno. Per chi invece pratica la pesca sportiva, la mormora è una preda interessante, da ricercarsi pescando a fondo dalla spiaggia. Se si usa la barca, questa può essere ferma (e si utilizzerà allora il bolentino o la canna) oppure si può pescare a piccola traina. Gli orari migliori sono quelli che vanno dal crepuscolo fino al primo mattino.

Le esche per la pesca delle mormora sono tutte naturali. Al primo posto figurano i vermi marini, come arenicole, bibi, tremoline, per i quali la mormora dimostra spiccata predilezione e che si innescano su lenze in movimento. Anche i filetti di sardina o di calamaro vengono abboccati, ma solitamente si devono preferire quando si pesca col bolentino. Per la pesca a traina, l'amo più adatto è quello a spillo, ma di tipo "speronato", dotato cioè di due sporgenze laterali, che servono a meglio trattenere il verme. Sottoposta all'azione di sfregamento sul fondo, l'esca potrebbe infatti scivolare via.

La mormora è diffusa tanto nell'Oceano Atlantico, lungo le coste europee, quanto nel Mediterraneo, in tutti i mari e litorali italiani, più frequentemente in quelli meno profondi e dai fondali sabbiosi.

Le mormore hanno ottime carni, cucinabili in vari modi. Si possono evitare preparazioni complicate e puntare sulla semplice cottura al forno o alla griglia.