LA TRACINA

Il nome tracina evidenzia la caratteristica del pesce: esso infatti deriva dal greco antico traknus che vuol dire "pungente"

La tracina ha un aspetto caratteristico: corpo molto slanciato e poco compresso sui lati, con piccole squame disposte in serie oblique. Il muso è corto e termina con una bocca obliqua rivolta verso l'alto e armata di piccoli denti; la mascella inferiore sporge rispetto a quella superiore. Gli occhi vicinissimi l'uno all'altro, sono posti in alto. Sul dorso, subito dietro la testa, si eleva la prima pinna costituita da aculei che comunicano con ghiandole velenose. Anche da ognuno degli opercoli branchiali spunta un lungo aculeo percorso da solchi entro i quali scorre il veleno. La seconda dorsale è molle e molto lunga e ha aspetto simile alla contrapposta caudale. La coda è poco incisa.

Il corpo di questo pesce è grigiastro, caratterizzato da piccole chiazze brune che si alternano a strisce blu. La colorazione è più scura dorsalmente, si schiarisce sui fianchi e diventa bianca sul ventre. La pinna dorsale è nerastra.

Il periodo di riproduzione di questi pesci coincide con i mesi di agosto e di settembre, quando le femmine si spingono in mare aperto dove depongono uova pelagiche (ossia galleggianti) che vengono subito inseminate dai maschi.

Pesci prettamente carnivori, le tracine si nutrono di piccoli crostacei, molluschi, avannotti e piccolo pesci dei quali fanno vere e proprie stragi, anellidi marini di sabbia e di fango.

Tutte le tracine condividono lo stesso comportamento. Sostano nelle zone sabbiose a poca profondità, persino in pochi centimetri d'acqua e anche in fondali vicinissimi alle spiagge. Quando si seppelliscono nella sabbia, si aiutano con la pinna anale, lasciando scoperti solo gli occhi e la parte superiore del capo, quindi anche i temibili aculei eretti. Cacciano di preferenza all'agguato, ma talvolta escono fulmineamente dai loro nascondigli per scattare veloci sulle prede che si aggirano nei paraggi. Molto aggressive, non solo assalgono pesci più grossi, ma, se molestate, diventano pericolose anche per l'uomo, poiché si levano verso l'alto, anche 4-5 m dal fondo, con gli aculei veleniferi aperti.

Le tracine si pescano tutto l'anno, ma il periodo migliore resta la primavera. Per quanto riguarda le ore del giorno, si potrà provare con maggiore successo in quelle che vanno dal mattino presto al primo pomeriggio.

Le tracine non resistono al richiamo di anellidi marini (tremolina, arenicola), sardine intere o a pezzi, gamberetti, tentacoli e strisce di calamaretti o seppie. Tra gli artificiali, buoni risultati si ottengono con i cucchiaini ondulati.

La tracina ha ottime carni sode che possono essere cucinate in diversi modi.