L'OCCHIATA

                               

 

L'occhiata ha corpo ellittico dal profilo poco convesso, testa ben proporzionata e breve, bocca piccola e mascella inferiore appena prominente, armata di denti dal margine tagliente. Gli occhi sono grandi. Sul dorso spicca una sola pinna lunga e bassa, i cui primi raggi sono rigidi. La coda, incisa e forcuta, è molto sviluppata; la pinna anale è lunga all'incirca la metà di quella dorsale. Allungate le pinne pettorali, modeste le ventrali.

La usa livrea è blu scura sul dorso, l'occhiata è bianco-argentata sui fianchi e sul ventre, con numerose striature nero-azzurre (normalmente dieci) che corrono sui lati e si fanno più fitte verso il dorso. Tipica la macchia nera orlata di bianco, simile a un occhio, che spicca sul peduncolo caudale.

L'occhiata è un pesce d'indole gregaria che vive in grossi banchi in continuo spostamento, soprattutto lungo le coste rocciose alte e che vanno muovendosi dal largo verso terra e viceversa, percorrendo la costa parallela fino all'imboccatura di qualche porto o alla foce di qualche corso d'acqua. Oppure sostano presso le secche o nelle acque soprastanti alti fondali rocciosi e ricchi di vegetazione. Questi movimenti sono anche ascensionali o viceversa: infatti i banchi possono trovarsi verso il fondo (soprattutto nella stagione invernale), ma anche a mezz'acqua o in superficie. Talvolta si radunano sotto prominenze rocciose senza mai intanarsi. Nella stagione calda popolano anche i bassi fondali. Il loro movimento è spiegato non solo dalla ricerca del cibo, ma anche dal bisogno di molto ossigeno. Questo lo porta ad essere sempre alla ricerca delle acque più mosse, poiché queste risultano più ossigenate.

L'occhiata è comunissima in tutto il Mediterraneo. E' molto frequente presso le nostre coste, dove la si può trovare con distribuzione uniforme.

Ma quando si pesca l'occhiata?  La si può pescare durante tutto l'anno ma, il periodo che va dalla primavera inoltrata fino a metà autunno è il più indicato. Per quanto riguarda le ore, l'occhiata resta al largo e a mezz'acqua durante le ore diurne, ma viene verso terra e sale più in superficie dal tramonto all'alba. Le condizioni per la pesca in ore diurne sono: mare in scaduta dopo una mareggiata (specie di libeccio), vento proveniente dal mare. Allora si pesca nella schiuma della risacca che si forma fra gli scogli e all'esterno di dighe foranee e presso l'imbocco dei porti. Nelle ore notturne (dal tramonto a poco dopo l'alba) è meglio preferire il mare un poco increspato, il vento da terra, la marea montante e, soprattutto, l'assenza di luna, evitando anche le zone illuminate.

L'occhiata è un pesce sospettoso e diffidente e molti la paragonano un po' al cefalo per il modo di abboccare anche se, a differenza di quel pesce, l'occhiata si getta con maggiore avidità sull'esca. I rumori, l'acqua trasparente, il mare calmo o poco increspato, sono tutti elementi negativi per la pesca delle occhiate che in tali circostanze difficilmente attaccano l'esca, anche se sono affamate.  Tra le esche naturali usate per la pesca dell'occhiata, la più efficace è senza dubbio costituita da un impasto di mollica di pane, inumidito e ben strizzato, cui si aggiunge formaggio grana grattugiato e leggermente insaporito con pasta d'acciughe. L'impasto deve raggiungere, dopo lunga lavorazione, la giusta consistenza e morbidezza. Si usano anche crostini di pane all'olio, lunghi 2-3 centimetri e appena inumiditi per poter essere innescati su amo diritto. Altrettanto indicati sono i vermi marini, i pezzetti di filetto di sardina e i bigattini. Più limitata la scelta delle esche artificiali, si consiglia una piuma bianca di gabbiano oppure un cucchiaio ondulante con paletta allungata e assai brillante.

L'occhiata si ciba sia di organismi carnei, sia di impasti. Si nutre di avannotti di clupeidi, di vermi marini come nereidi e arenicole, di molluschi e gamberetti.

L'occhiata che, come quasi tutti gli sparidi, può avere organi sessuali maschili o femminili a seconda dei periodi (è un pesce ermafrodita-insufficiente) si riproduce in primavera, sui bassi fondali sottocosta, deponendo uova di tipo pelagico. La lunghezza degli esemplari adulti va dai 20 ai 30 cm, il loro peso in genere è di 200-300 grammi. Raramente si possono trovare in mare aperto esemplari che toccano i 500 o i 700 grammi.