L'ORATA

 

L’orata ha corpo ovale, particolarmente alto e dai fianchi compressi. Il dorso di questo pesce è convesso e termina con una curva pronunciata che scende a formare la testa massiccia. Gli occhi sono piccoli. La bocca dell’orata è bassa ed è caratterizzata da labbra spesse e dal taglio diritto. La mascella sporge di poco sulla mandibola.

Il peso di un esemplare di orata dipende dal suo sesso. Anche questo pesce, infatti, come accade in altre specie ittiche, nasce maschio e poi si trasforma in femmina. Il momento del mutamento del sesso coincide con un aumento delle dimensioni: ecco perché le orate più grosse, quelle cioè che raggiungono e superano i 40 centimetri, sono tutte femmine, tranne poche eccezioni.

Il colore di base dell’orata è il grigio con riflessi argentati mentre sul dorso assume riflessi azzurro dorati. I lati invece sono grigi. Presso la testa, dove ha inizio la linea laterale, il pesce presenta una grande macchia nera. Il nome dell’orata le deriva dalla fascia dorata visibile tra gli occhi. Questa banda è bordata da altre fasce scure, meno appariscenti negli esemplari più giovani. In corrispondenza dell’opercolo, vicino alle pinne pettorali, c’è un’altra macchia rossa, la cui intensità varia a seconda dello stato dell’animale.

Per quanto riguarda le dimensioni, l’orata non supera i 70 centimetri di lunghezza e il suo peso può raggiungere anche i 7 kg.

L’orata è dotata di una dentatura particolarmente robusta, le cui principali caratteristiche sono i denti caniniformi, ben visibili e presenti in numero da 4 a 6, dietro i quali ve ne sono altri, molariformi, disposti in quattro file. Grazie a questa formidabile dentatura, l’orata è in grado di nutrirsi anche di molluschi e gasteropodi dei quali apre senza fatica il guscio.

La resistente dentatura le permette di variare moltissimo la sua alimentazione, che comunque resta sempre carnivora. Infatti, proprio servendosi dei denti l’orata riesce a rompere i gusci di crostacei come granchi e paguri, le valve di molluschi come cozze,vongole, cannolicchi e arselle e altri animaletti corazzati che per tutti gli altri pesci rappresentano un problema. Ma l’orata non si nutre solo di crostacei e molluschi: con tattiche da predatrice veloce e precisa, attacca con facilità anche altri pesci o cefalopodi di modeste dimensioni, come sardine e moscardini e, in caso non trovi altro, non disdegna i baconi.

Il periodo della riproduzione per l’orata cade tra ottobre e dicembre. Dapprima gli animali si riuniscono in banchi, benché fino ad allora abbiano condotto vita solitaria o si siano mossi in piccoli gruppi. La fecondazione avviene esternamente: maschi e femmine emettono spermatozoi e uova liberamente nell’acqua e in quantità tali da intorbidirla. Ogni femmina può infatti deporre fino a 200.000 uova e oltre per ogni suo chilogrammo di peso. Le uova restano a galla, portate dalla corrente, e dopo tre giorni si schiudono. Il numero degli avannotti, la cui fase di crescita dura 50 giorni, è però molto ridotto poiché sono preda di altri pesci

L’orata è diffusa in un vasto areale che comprende tutto il Mar Mediterraneo, il Mar Nero e la fascia dell’oceano Atlantico che va dal Senegal alla Gran Bretagna. In Italia è più spesso presente nell’alto Adriatico e lungo le coste pugliesi, tutto intorno alle coste siciliane e sarde e lungo il litorale ligure. La si trova più facilmente tra i 5 e i 30 m di profondità.

Il periodo più indicato per la pesca all’orata va dalla primavera all’autunno inoltrato. I più fruttuosi restano i mesi estivi, mentre in inverno si hanno più possibilità se la si cerca oltre i 15 m. Non c’è un orario più indicato di altri, anche se i risultati migliori si hanno di notte e nei momenti di marea montante.