IL PESCE SAN PIETRO

 

 

Il pesce San Pietro, unico rappresentante della famiglia Zeidi nel Mediterraneo, è di aspetto inconfondibile.

Ha il corpo ovale, molto alto e assai compresso lateralmente, con una grossa testa e una grande bocca protrattile, armata di denti e dal taglio obliquo. Ben sviluppati anche gli occhi, posti in alto presso il margine superiore del capo. Il ventre è carenato e una serie di placche ossee spinose sono inserite alla base della pinna dorsale e anale. Dorsalmente ha due pinne: la prima è alta e sorretta da raggi spinosi e si prolunga in una serie di lunghi filamenti; la seconda, contigua, è bassa, molle e arriva al peduncolo caudale che è breve e stretto. La pinna caudale ha il margine convesso, l'anale, identica alla caudale, è contrapposta alla seconda dorsale, ma è preceduta da una prima pinna con quattro raggi duri. Le ventrali sono allungate. Piccole squame ricoprono il corpo che ha colore grigio scuro con sfumature gialle tendenti al verde sul dorso. I fianchi sono giallastri e su ognuno spicca una macchia rotonda nera.

Le macchie nere sui fianchi di questo pesce hanno dato origine a diverse leggende che vedono protagonista un famoso pescatore dell'antichità: San Pietro. Una delle tante dice che le macchie sono le "impronte digitali" del santo che trovo il pesce nelle sue reti ma, commosso dai suoi gemiti, lo lasciò libero.

Pesce di indole solitaria, il San Pietro vive su fondali fangosi tra i 100 e i 200 metri di profondità, ma si può trovare, dalla primavera all'autunno, anche a profondità modeste e più vicine alla costa. Nuota lentamente e con frequenti scatti per poter catturare più prede possibile, essendo un pesce carnivoro e vorace.

Si riproduce solitamente nella tarda primavera, deponendo uova pelagiche del diametro di 2 o 3 mm. A sviluppo completo questo pesce può superare i 60 cm di lunghezza e il peso di parecchi kg. Nelle nostre acque è mediamente sui 30-40 cm. Tratto fuori dall'acqua, il San Pietro emette una sorta di forti gemiti.

Il pesce San Pitero si nutre anche di pesci di grossa mole che cattura protraendo la bocca. Si tratta principalmente di acciughe, sardine, gamberi e molluschi. Gli esemplari che vivono nei mari del nord compiono vere e proprie stragi di aringhe.

Nonostante il loro aspetto poco "gradevole", i pesci San Pietro hanno ottime carni, note e apprezzate sin dall'antichità, e questo li rende molto ricercati tra i pescatori. Sono oggetto soprattutto di pesca professionale effettuata con reti di profondità e spesso compaiono sui mercati ittici.

Se si pratica la pesca sportiva, si può tentare la cattura di un pesce San Pietro con palamiti innescati con pesci vivi o, dalla barca al largo, con lenze a bolentino.