I SACCHETTI DI PLASTICA SONO DIVENTATI ILLEGALI

 

Teoricamente dal primo gennaio di quest'anno l'uso dei sacchetti di plastica è diventato illegale. Il divieto era stato sancito nel 2007 dal Governo Prodi (legge finanziaria); ma era stato previsto anche che un decreto interministeriale (sviluppo economico ed ambiente) avrebbe dovuto fissare i criteri del passaggio al biodegradabile e definire anche le sanzioni per i trasgressori. Ma non se ne è fatto niente. Di anno in anno il "Milleproroghe" ha ritardato l'entrata in vigore del provvedimento.

Lo scopo del divieto dell'utilizzo dei sacchetti di plastica era quello di eliminare, come hanno già fatto molti Paesi del mondo e di Europa, i danni che essi provocano all'ambiente: basti pensare che per produrre 100 sacchetti del peso di 10 grammi ciascuno sono necessari 10 kilogrammi di petrolio e che per un utilizzo medio di 20 minuti (dal supermercato a casa) sono necessari quattro secoli per lo smaltimento.

Anche per questo il Ministro dell'ambiente, Prestigiacomo, quest'anno si è opposta ad una nuova proroga dell'entrata in vigore del provvedimento. Quindi, i sacchetti di plastica dovrebbero essere già illegali.

Sul punto, però, il condizionale è d'obbligo. All'atto pratico, infatti, il divieto ha scarsa probabilità di essere rispettato, non essendo stata prevista a tutt'oggi la normativa regolamentare necessaria affinché si sappia come far fronte al divieto e a quali sanzioni vada incontro chi non lo rispetti.

Tra l'altro non sono ancora ben chiare le caratteristiche che debbono avere i contenitori sostitutivi, il loro grado di biodegradabilità (anche quelli di plastica lo sono, anche se molto lentamente!). Si aggiunga che, non essendo stata prevista alcuna sanzione, il rispetto del divieto di utilizzo delle buste di plastica è affidato alla buona volontà dei cittadini: se al supermercato venissero ancora distribuiti questi sacchetti per portare via quanto acquistato, nessuno potrebbe essere sanzionato, né l'esercente, né la massaia. Non và taciuta, inoltre, la resistenza al cambiamento da parte degli esercenti, soprattutto di quelli piccoli.

Va detto, invece, che alcuni grandi centri commerciali si sono già attivati da tempo per incentivare l'utilizzo di borse riciclabili e buste biodegradabili.

Anche alcuni Comuni (circa 150) hanno già dichiarato guerra alla plastica sui loro territori. A Torino, ad esempio, ci sono multe da 25 a 250 euro per i negozianti....indisciplinati. Grazie a queste iniziative locali, dal luglio dello scorso anno il numero dei sacchetti di plastica in circolazione si è ridotto di un milione e mezzo, con un risparmio di oltre 18 tonnellate di materiale inquinante.

Tuttavia per i motivi sopra elencati non ci sembra campata in aria l'ipotesi che, in sede di conversione in legge del Decreto Milleproroghe (si ricorda, infatti, che i decreti sono atti del Governo che, per diventare legge, devono essere convertiti dal Parlamento entro sessanta giorni dalla loro adozione) venga approvato un emendamento, cioè una modifica al decreto, grazie al quale anche questa volta verrà rinviata l'entrata in vigore del divieto di utilizzo dei sacchetti inquinanti. Con buona pace della tutela dell'ambiente.

Ad ogni modo, delle due l'una: se le cose resteranno così come sono, il divieto di utilizzo dei sacchetti rimarrebbe lettera morta perchè non si saprebbe come osservare la nuova legge e come farla rispettare perchè non sono previsti deterrenti; se, al contrario, l'entrata in vigore del divieto verrà ancora procrastinata, ci troveremmo, ancora una volta, lontani dall'Europa.